Nell’anno dell’ottantesimo anniversario della scelta repubblicana, la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate del 4 novembre «assume un significato particolare». Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al ministro della Difesa Guido Crosetto.
In mattinata il Capo dello Stato ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto all’Altare della Patria. Alla cerimonia c’erano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, lo stesso Crosetto, i presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso.
La fedeltà delle Forze armate
Il giuramento di fedeltà delle Forze Armate alla Repubblica, scrive Mattarella, «si nutre dei valori della sua Costituzione». È un patrimonio da custodire perché la memoria del passato si unisca alla speranza per il futuro e «le atrocità vissute nelle guerre mondiali non abbiano a ripetersi».
La ricorrenza celebra il coronamento del «sogno risorgimentale» dell’Unità e il percorso che, con la lotta di Liberazione, ha portato libertà e democrazia al Paese. Ha dato anche «un ruolo autorevole all’Italia», grazie alla politica di pace e cooperazione internazionale della Repubblica.
La tragedia in Bosnia
Sulla giornata pesa la morte dei quattro militari italiani che il 29 ottobre hanno perso la vita in Bosnia-Erzegovina, durante l’operazione Eufor Althea. Per Meloni quel lutto ha ricordato «quanto possa essere alto il prezzo» della scelta di chi indossa la divisa, «e quanto sia importante non considerare mai scontato il coraggio di chi serve l’Italia».










