Nel 1926 Hugo Gernsback lanciava Amazing Stories, la rivista che diede il nome alla «scientifiction» e segnò la nascita della fantascienza moderna. Un secolo dopo, il Trieste Science+Fiction Festival, organizzato da La Cappella Underground, è in scena, fino all’8 novembre, per la sua 26esima edizione, con oltre 60 anteprime tra corti e lungometraggi, alla presenza di registi, attori e autori da tutto il mondo, ospitate dal Politeama Rossetti e dal Cinema Ariston.
Il direttore artistico Alan Jones parla di un genere ormai esploso nel mainstream, tra Oscar e successi indipendenti, e rivendica il ruolo del festival nel promuovere nuovi talenti. Il centenario di Roger Corman, che a Trieste nello storico Festival Internazionale del Film di Fantascienza vinse nel 1963 con “L’uomo dagli occhi a raggi X”, è celebrato con tre film e la presenza della moglie Julie.
Chiude fuori concorso il nuovo film di Werner Herzog, Bucking Fastard. Tra gli ospiti Paolo Strippoli e Mauro Repetto, al debutto nella fantascienza con un romanzo.
Al Sci-Fi Dome, in Piazza della Borsa, incontri su scienza, intelligenza artificiale e videogiochi; torna «Artificial Universe», la sezione di cortometraggi realizzati con l’IA. Non mancano il premio Mondofuturo e attività per famiglie e scuole.










