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Home » “Accesso a siti proibiti”, ecco l’ultima mail truffa per carpire i nostri dati
Tecnologia

“Accesso a siti proibiti”, ecco l’ultima mail truffa per carpire i nostri dati

Sala StampaDi Sala StampaFebbraio 24, 20263 min di lettura
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“Accesso a siti proibiti”, ecco l’ultima mail truffa per carpire i nostri dati

Il mittente è la polizia postale, l’oggetto della mail di per se è già inquietante: “Accesso a siti proibiti rilevati”.

Ecco la nuova versione della ennesima truffa che in questi giorni sta arrivando a centinaia di indirizzi mail. Il fine della truffa è sempre quello: raccogliere dati, oppure diffondere virus informatici tramite l’apertura di allegati.

“Questa è particolarmente sofisticata e aggiornata “ ci spiega Barbara Strappato, Primo Dirigente della Polizia di Stato e Vice Direttore della Polizia Postale. Infatti il mittente ha un nome e cognome (nel nostro caso si tratta di Gianantonio Giuliani) e l’intestazione della mail e la grafica sono davvero simili al sito della polizia postale.

“Le scriviamo per comunicarle che il suo profilo online è attualmente sotto indagine da parte della Polizia Postale – Divisione Sicurezza Cibernetica.

Tale indagine è stata avviata a seguito del rilevamento di accessi a siti web proibiti, inclusi materiali riguardanti minori di 18 anni. Queste attività costituiscono una potenziale violazione delle normative nazionali e internazionali in materia di contenuti digitali”

 

Questo il testo iniziale della mail, e poi si chiede all’utente di aprire un allegato (che conterrebbe tutte le informazioni dei log proibiti) e di rispondere direttamente alla mail per fornire spiegazioni.

 

“Ovviamente la prima cosa da chiarire – rileva la Strappato – è che nessun ente pubblico, di polizia o di rilevanza pubblica (banca, ospedale ecc) chiede informazioni di questo tipo tramite mail. Quindi quando si riceve una mail del genere la prima regola è diffidare”.

Ecco le regole da seguire quando si riceve una mail sospetta come questa. 

 

Come si manifesta e chi può essere coinvolto

  • E-mail che riportano un presunto avviso ufficiale o una notifica urgente.
  • Utilizzo di denominazioni che richiamano la Polizia Postale, ma con indirizzi di posta elettronica non istituzionali.
  • Accuse generiche, prive di riferimenti a fatti reali.
  • Richieste di rispondere rapidamente o di cliccare link contenuti nel messaggio.
  • Il fenomeno può coinvolgere cittadini, professionisti, aziende e pubbliche amministrazioni.

Cosa fare:

  • Verificare sempre l’indirizzo e-mail reale del mittente e i domini dei link passandoci sopra con il cursore senza cliccare.
  • Segnalare l’e-mail sospetta al Commissariato di PS Online tramite il sito ufficiale.
  • Eseguire una scansione antivirus del dispositivo se si sospetta di aver aperto link o allegati.
  • Cambiare immediatamente le credenziali e attivare sistemi di autenticazione a più fattori se sono stati inseriti dati in pagine sospette.
  • Informare colleghi, familiari o altri potenziali destinatari per ridurre il rischio di ulteriori vittime.

Consigli:

  • Non cliccare sui link presenti nella e-mail.
  • Non scaricare o aprire eventuali allegati.
  • Non rispondere al mittente e non fornire alcun dato personale o credenziale.
  • Non fidarsi del nome visualizzato del mittente: può essere facilmente falsificato.
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