Sono stati risarciti, con un accordo transattivo fuori dal processo, gli inquilini e i condomini della Torre dei Moro di Milano, grattacielo di 18 piani che prese fuoco, il 29 agosto del 2021, trasformandosi in una “torcia” ma per fortuna senza causare vittime, anche perché in molti erano ancora fuori per le vacanze.
Da quanto è emerso dall’udienza di stamani nel processo milanese per disastro colposo, la società spagnola Alucoil, che produsse quei pannelli del rivestimento “a vela” della torre e che si incendiarono rapidamente, e alcuni degli imputati hanno versato risarcimenti (la cifra resta riservata per via dell’accordo extragiudiziario, ma si parla di centinaia di migliaia di euro) al condominio e ai condomini e così questi ultimi hanno revocato le costituzioni di parte civile, così come la società, che era responsabile civile, è uscita dal processo. In totale figuravano quasi 180 parti civili e la gran parte sono uscite ora dal procedimento, dopo aver ottenuto ristoro per i danni subiti. Nella prossima udienza del 12 gennaio, davanti alla giudice Amelia Managò della sesta sezione penale, prenderà la parola la pm Marina Petruzzella per la requisitoria a carico di 12 imputati, tra cui i responsabili delle società che hanno costruito l’edificio e dell’azienda spagnola che ha prodotto quei pannelli Larson. Stando alle indagini, il maxi rogo scoppiò su uno dei balconi del palazzo a causa di una sigaretta gettata accesa e il grattacielo si trasformò in una “torcia” per quel rivestimento esterno “a vela”.
La trattativa per arrivare agli accordi di risarcimento è andata avanti per un anno e si è chiusa con cifre ritenute soddisfacenti da tutti i condomini di via Antonini. Il condominio era rappresentato dall’avvocato Alessandro Keller. Sono rimasti nel processo come parti civili i legali di due palazzi circostanti.
A processo ci sono 12 imputati, tra cui Stefania Grunzweig, amministratrice della Polo srl, committente e venditrice degli appartamenti, cinque responsabili della Zambonini spa, che si occupò dei lavori delle vele della facciata, tra cui il legale rappresentante. E ancora l’amministratore della ditta che commercializzava in Italia quei pannelli Larson, prodotti dalla spagnola Alucoil, che conta tra i rinviati a giudizio nel giugno 2024 il legale rappresentante e un export manager. Prosciolti, invece, i due vigili del fuoco Mario Abate e Luciano Propana, che diedero il “parere favorevole” con cui Polo ottenne “il certificato prevenzione incendi” nel 2011, il responsabile tecnico del cantiere della torre, Crescenzo Panico e Giacomo Passera, uno dei responsabili della Zambonini. Un processo d’appello, dopo il ricorso della Procura, è fissato per febbraio. Quei pannelli usati nelle facciate “a vela”, stando alle indagini della pm Marina Petruzzella, erano “altamente infiammabili”.










