Wizz Air punta su Torino che da settembre diventerà la settima base operativa del gruppo rumeno in Italia, la quarantesima in Europa, con due aeromobili assegnati allo scalo piemontese e in previsione un milione di viaggiatori, con sette nuove rotte soprattutto in Spagna (Bilbao servita per la prima volta), 80 posti di lavoro diretti e circa 700 come indotto.
Il Gruppo ungherese ha visto raddoppiare, dal 2019, il numero di passeggeri, da 41 milioni a 80 milioni, dato quest’ultimo che rappresenta la stima di traffico per il 2026, con all’attivo 40 basi operative in Europa. Solo nel 2025, Wizz Air ha operato da Torino oltre 2.100 voli, trasportando un totale di oltre 450mila passeggeri, numero che punta al raddoppio grazie alla nuova iniziativa sullo scalo.
Si tratta di un passaggio strategico che promette di «cambiare il passo dello scalo di Torino e costituirà nel futuro un elemento di crescita senza precedenti» sottolinea il ceo di Sagat, Andrea Andorno. Nello scalo torinese, ha ricordato il ceo Andorno, «investiamo 10 milioni all’anno per un aeroporto che non è ancora saturo ma che vuole essere pronto ad accogliere nuove iniziative come quelle di Wizz Air e che ha l’ambizione di intercettare quote crescenti di traffico in partenza e in arrivo nell’area Nord Ovest».
Con una flotta di 40 aeromobili basati nel Paese e una quota di mercato dell’11%, Wizz Air è oggi il secondo vettore in Italia, puntando a offrire 27 milioni di posti nel 2026 e a rafforzare ulteriormente la propria presenza sul territorio nazionale. Da Torino la compagnia opererà un totale di 16 rotte verso 8 paesi da Torino, offrendo quasi 1.3 milioni di posti in vendita.
L’aeroporto di Torino sta vivendo una fase di crescita nei volumi di traffico e di passeggeri, sulla spinta proprio delle compagnie low cost. Ryanair ha annunciato per Torino un terzo aeromobile, a partire dalle prossime settimane, e ora arriva l’iniziativa di Wizz Air. Lo scalo ha per la prima volta superato i 5 milioni di passeggeri nel 2025 e il 2026 promette di vedere aumentare ancora i numeri del traffico grazie all’impatto dei nuovi aeromobili.











