Il primo, in ordine di tempo, è il dossier della Lear di Grugliasco, storico produttore di sedili per auto, in particolare per Maserati, passato di mano un paio di volte fino ad arrivare all’ipotesi di rilancio industriale attraverso FIPA, sottoscritta al Mimit a settembre. Dopo due mesi di silenzio, la nuova cordata industriale ha annunciato di voler rinunciare al progetto e così il caso dei 370 addetti della Lear, in cassa integrazione da anni, è tornato al Mimit.
Nel frattempo è emersa l’ipotesi dell’interessamento di un nuovo investitore, Getronic, è ancora tutta da verificare e sarà uno dei punti di discussione nella riunione al ministero. L’accordo di reindustrializzazione prevedeva la continuità del reddito con cassa integrazione straordinaria (CIGS) fino a fine 2027, con strumenti per l’accompagnamento alla pensione o la riqualificazione professionale.
Le altre vertenze
Questa settimana vede in calendario al ministero – l’11 marzo – anche gli incontri per Trasnova, società di logistica dell’indotto Stellantis rimasta senza contratto di fornitura, e per due aziende dell’indotto Stellantis di Melfi, PMC e Brose, il prossimo giovedì. In totale, con il polo Lear, si parla di circa 600 lavoratori incappati nelle maglie della crisi industriale del settore automotive.
Anche nel caso di Transnova si tratta di una vicenda che si trascina da mesi e che riguarda una serie di imprese dell’indotto automotive impegnate in servizi accessori, per un totale di circa 300 addetti. A febbraio scorso anche Logitec e Tecnoservice (società appaltatrici) hanno avviato la procedura di licenziamenti, per un totale rispettivamente di 90 e di 48 lavoratori su vari territori.
Quando il caso è emerso, l’anno scorso, l’impegno era di tentare di individuare una soluzione alternativa, che non è emersa, tanto da prospettare la apertura di una procedura di licenziamento che interrompa definitivamente i contratti di lavoro a fine anno, come denunciano i sindacati.












