In marcia verso i 3 miliardi di fatturato. Questo è il traguardo di Gabriele Burgio, presidente e amministratore delegato dal 2012 di Alpitour World, primo gruppo del turismo italiano controllato dal Tip Tamburi investment partners.
Ora Giovanni Tamburi, fondatore e ad di Tip, si dice pronto per la quotazione di Alpitour. «Nel corso del 2026 o del 2027 ci sarà molta più attenzione per le mid cap. Noi non abbiamo urgenza per cui in un’arco di 18 mesi è molto probabile si faccia l’operazione – spiega Tamburi –. Ritengo che Alpitour debba fare parte delle società con un buon flottante, con l’offerta di una quota più vicina al 40% che al 20 per cento. Penso a una quota significativa, in parte con un aumento di capitale, in parte con cessione di azioni». Nel progetto quotazione c’è un punto fermo: «Come Tip vogliamo rimanere azionisti di Alpitour».
La decisioni è maturata alla luce del percorso di crescita di Alpitour World negli ultimi anni del post pandemia. «Il 2025 è stato il migliore anno nella storia del Gruppo che ha raggiunto i 2,3 miliardi di euro di ricavi con un Ebitda al 7%, pari a 162 milioni con una crescita del 17,6% – sottolinea soddisfatto l’ad Gabriele Burgio –. Tra italiani e stranieri i clienti che ci hanno scelto per viaggiare sono stati 3,3 milioni». Per quanto riguarda gli obiettivi dell’anno fiscale 2026, che termina a ottobre, l’ad anticipa. «Quest’anno puntiamo a un +10% del fatturato secondo un percorso d’avvicinamento ai 3 miliardi previsti dal piano industriale. Nella stagione invernale i clienti della divisione Tour operating sono cresciuti dell’11% mentre i ricavi dell’8% con le prenotazioni estive che in media vedono un +13% rispetto al 2025 e il +24% per i pacchetti vacanze mare in Italia».
Ben altri valori rispetto al 2012, anno dell’arrivo di Burgio nel Gruppo. In quell’anno il fatturato era di 1.056 milioni e l’Ebitda a circa l’1%, solo 11 milioni. Al 2030 gli obiettivi sono di 3 miliardi di ricavi con un Ebitda al 7%, poco più di 200 milioni con lo step intermedio del 2026 di circa 2,5 miliardi di fatturato.
La maggior parte delle prenotazioni per l’estate 2026 sceglie i villaggi e resort in Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia mentre chi ha un budget un po’ più limitato opta per la Tunisia e l’Egitto. «Sono alternative molto importanti. Nel 2025 abbiamo portato 300mila clienti in Egitto e quest’anno potremmo arrivare a 350-360mila».









