A poco più di un mese dall’entrata in vigore, il reato di femminicidio è stato contestato per la prima volta a Claudio Carlomagno. Il contesto di riferimento è l’omicidio ad Anguillara (provincia di Roma) di Federica Torzullo. Il suo cadavere è stato trovato nei pressi dell’azienda del marito, il 18 gennaio, dopo dieci giorni di ricerche.
Il caso Anguillara
Secondo la procura di Civitavecchia, dopo aver ucciso la moglie, Carlomagno avrebbe tentato di dare fuoco e fare a pezzi il corpo, per «ostacolarne il riconoscimento». Intanto, l’uomo è in cella e, durante l’interrogatorio in carcere, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al pm Alberto Liguori. Gli inquirenti puntavano a ottenere da lui delle ammissioni sulla dinamica di quello che è accaduto la notte tra l’8 e il 9 gennaio nella villetta dove abitava assieme a Federica Torzullo (ma la coppia era in fase di separazione) e al loro bimbo di 10 anni.
L’accusa
Così, alla luce di risultanze investigative, la procura di Civitavecchia ha deciso di contestare il nuovo reato di femminicidio a Carlomagno, che è indagato anche per occultamento di cadavere.
Il nuovo reato di femminicidio
Lo scorso novembre, la Camera dei deputati ha approvato all’unanimità il ddl femminicidio che così è diventata legge. Si tratta appunto della legge 2 dicembre 2025, n. 181, entrata in vigore il 17 dicembre 2025. Ed è un provvedimento che introduce all’interno del codice penale il nuovo articolo 577-bis, che punisce il reato di femminicidio e introduce misure per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime.
Cosa prevede
Tale condotta rappresenta una fattispecie specifica di omicidio «che, per la gravità del fenomeno, il disvalore e la particolare struttura del reato, viene punita con la pena edittale dell’ergastolo, con applicazione di una pena non inferiore ai 24 anni di reclusione in caso di concorso di una singola circostanza attenuante». La norma prescrive direttamente l’applicazione della pena dell’ergastolo, senza stabilire una cornice tra un minimo ed un massimo sanzionatorio.









