«La nostra idea – sottolinea Ornaghi – è stata prima quella di portare lo Spritz fuori dal Veneto per diffonderlo in Italia. Subito dopo abbiamo guardato ai mercati internazionali, partendo (tra 2008 e 2014) da Austria e Germania dove era già conosciuto grazie ai turisti che lo avevano apprezzato in vacanza in Romagna o sul Garda. Poi nel resto d’Europa, col Regno Unito, e infine, nel 2017–2018, abbiamo raggiunto Canada e Stati Uniti. Il tutto ha subito un’ulteriore forte accelerazione nel periodo post Covid, quando lo Spritz è stato tra i protagonisti della ripartenza. Negli ultimi 20 anni, Aperol ha registrato a livello globale una crescita media Carg del 17% l’anno».
Nel 2025, in Italia, Aperol ha chiuso l’anno con una crescita dell’1% affiancata da un incremento molto più robusto sui mercati esteri: +8%. Risultati consolidati nei primi sei mesi del 2026 grazie a una crescita delle vendite di Campari Group di un altro 2,7% (a 1,51 miliardi). Le vendite sono aumentate dell’1,4% in Italia, dello 0,9% in Francia, del 4,3% nel Regno Unito e del 2,7% in Germania. Più 2,7% in Nord America. Sulla base di questi dati Aperol rappresenta il 26% del fatturato di Campari (3,05 miliardi nel 2025), pertanto è attribuibile al bitter un giro d’affari, solo all’origine, di circa 790 milioni .
Ma al di là dei numeri ancora più rilevante è l’impatto che la ricetta “3-2-1” (tre parti di Prosecco, due di Aperol e una di soda o acqua tonica) ha avuto sull’immaginario dei consumatori. «Sono stato di recente al concerto di Bruno Mars – aggiunge Ornaghi – che dal palco ha mostrato tre simboli dell’Italia: una sciarpa tricolore, una Vespa e Aperol Spritz. Durante le scorse Olimpiadi un servizio della americana Cbs lo ha definito simbolo dell’arte italiana del godersi la vita. Con lo Spritz abbiamo diffuso nel mondo il rito italiano dell’aperitivo. Gli inglesi avevano l’after work: la pinta di birra alla fine della giornata lavorativa. In tanti lo hanno sostituito col nostro aperitivo che è molto di più, porta con sé la convivialità e rappresenta la fine della giornata lavorativa ma anche l’inizio della serata».
Anche l’idea iniziale di offrire un “tramonto nel bicchiere” (a sunset in a glass) si è molto allargata. «Gli stranieri ormai pasteggiano con Aperol Spritz – prosegue Ornaghi – e a Venezia non è raro trovarlo sui tavolini anche alle 11 della mattina».
I numeri di assoluto successo, tuttavia, non fanno sedere sugli allori Campari Group che, per allargare la diffusione e combattere il fenomeno dei falsi, guarda a nuovi ambiti come le catene di pizzerie e di autogrill, a una maggiore penetrazione nei concerti (per rubare spazio alla birra), e a nuovi formati (si veda altro articolo in pagina).







