Una tempesta di fine agosto travolge la maggioranza di governo. A scatenarla è Edmondo Cirielli, Viceministro degli Esteri ed esponente di punta di Fratelli d’Italia, con un’apertura netta e spiazzante nei confronti dell’ex generale Roberto Vannacci e del suo nuovo movimento politico, Futuro Nazionale.
Il palcoscenico dell’uscita è Ischia, a margine della presentazione del locale circolo di Gioventù Nazionale. Davanti ai giovani militanti del suo partito, il ragionamento di Cirielli sul leader del partito indipendente – ormai rotta l’intesa con la Lega – si fa particolarmente articolato: “Chiamerei Vannacci e gli chiederei quali problemi vuole risolvere, se vuole fare il ministro, quali responsabilità intende assumersi e quali soluzioni propone”.
Poi la frase che accende il caso politico: “Mi auguro che si possa governare insieme a Vannacci. Se loro vogliono governare con noi, non vedo perché dovremmo escluderli”.
Il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci durante un incontro a Vasto, sulla costa abruzzese, 15 luglio 2026 (ansa)
Cirielli va persino oltre, accostando la mano tesa all’ex generale a un’autocritica sull’operato dell’esecutivo:
“Sulla sicurezza, oggettivamente, non abbiamo fatto ciò che le persone si aspettavano. Futuro Nazionale potrebbe imprimere una spinta maggiore o indurre FdI a concentrarsi di più su questo tema”. E aggiunge: “Se oggi il 6 o 7% degli elettori vuole sostenere Vannacci, non si può attaccare né chi lo vota né chi riceve quei voti. Bisogna metterlo alla prova”.
La sede di Fratelli d’Italia in via della Scrofa (LaPresse)
La gelata di via della Scrofa e la retromarcia
La sortita del viceministro provoca sconcerto al vertice. Nel giro di meno di un’ora giunge la gelida puntualizzazione da parte di fonti ufficiali di Fratelli d’Italia: “Sono parole a titolo personale. Non è la posizione di FdI”.
Nel partito di Giorgia Meloni i commenti a caldo sono sferzanti (“Si è preso un colpo di sole…”, si lascia sfuggire qualche collega), pur sperando che Cirielli sia stato “male interpretato”. Sotto traccia, però, il dibattito è vivo: tra i meloniani si monitorano da settimane i sondaggi su Futuro Nazionale e una parte della base vede di buon occhio un’operazione che permetterebbe di “tornare un po’ a destra”. “Il dibattito è aperto, le alleanze si costruiranno nel tempo”, getta acqua sul fuoco la vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna.
Tuttavia, dopo un serrato confronto con i vertici di via della Scrofa, lo stesso Cirielli si vede costretto alla ritirata: parla di considerazioni “semplificate”, precisando che si trattava di valutazioni “personali” e “del tutto teoriche e ipotetiche”, e ribadendo che “l’ipotesi di un’alleanza elettorale con Vannacci non è in agenda e non se ne è mai parlato nel partito”.
Per Cirielli si tratta del secondo caso mediatico a distanza di pochi mesi dal controverso e autorizzato incontro alla Farnesina con l’ambasciatore russo.
Matteo Salvini e Roberto Vannacci a margine di un evento elettorale a Bari – 13 maggio 2024 (Ansa)
Fibrillazioni nel centrodestra: l’irritazione di FI e Lega
Nonostante i tentativi di smorzare i toni, le parole del Viceministro lasciano il segno e minacciano di spaccare la coalizione:
Da via Plebiscito filtrano no comment, ma gli azzurri apprezzano la rapida smentita di FdI. L’elettorato europeista e moderato di FI digerirebbe con estrema difficoltà una convergenza con l’estremismo di Vannacci.
Per il Carroccio, l’apertura a Vannacci è sale sulle ferite. Il nuovo partito Futuro Nazionale sta drenando consensi soprattutto all’elettorato leghista, ed è considerato una delle cause alla radice della crisi e delle fibrillazioni che attraversano la segreteria di Matteo Salvini (con i governatori del nord, come Attilio Fontana in Lombardia, che chiedono a gran voce più collegialità).
Salvini evita di nominare l’ex alleato, ma attacca le sue proposte definendo una “sciochezza senza capo né coda” l’idea vannacciana del voto ponderato in base ai figli (“Più figli hai, più schede ti do”).
Il Campo largo all’attacco: “Gettata la maschera”
Dalle opposizioni la reazione è immediata e compatta. Per il Partito Democratico parla il senatore Filippo Sensi, che accusa: “Cirielli getta la maschera di FdI: si lanciano alla disperata caccia di Vannacci pur di non perdere le comode poltrone di governo. Che finaccia, inseguire il ”cattivismo vannacciano”, un saluto a Tajani”.
Altri nel centrosinistra leggono l’episodio come il classico gioco del “poliziotto buono e poliziotto cattivo”, o come il sintomo evidente di un centrodestra a trazione sempre più radicale, pronto ad arruolare frange estreme pur di compensare il calo nei sondaggi.

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