Close Menu
Italia Parlare
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Tendenza
La crisi del clima, ghiacciai in codice rosso

La crisi del clima, ghiacciai in codice rosso

Agosto 3, 2026
I partiti, Ceuta e il tema migranti

I partiti, Ceuta e il tema migranti

Agosto 2, 2026
Svegliati nella notte da fiumi d’acqua

Svegliati nella notte da fiumi d’acqua

Agosto 2, 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Italia Parlare
  • Pagina Principale
  • Ultime Notizie
  • Storie Web
  • Globale
  • Comunicato Stampa
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Newsletter Quotidiana
Italia Parlare
Home » Appello delle imprese: «Per 8 italiani su 10 l’ex Ilva non va chiusa»
Economia

Appello delle imprese: «Per 8 italiani su 10 l’ex Ilva non va chiusa»

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 28, 20263 min di lettura
Facebook Twitter Pinterest WhatsApp LinkedIn Email Reddit Telegram
Appello delle imprese: «Per 8 italiani su 10 l’ex Ilva non va chiusa»

L’ex Ilva va rilanciata e proprietà e controllo dell’azienda devono rimanere in Italia. Su 1.200 persone intervistate dal 27 aprile al 4 maggio scorsi per un’indagine di Federmeccanica e Confindustria Taranto e presentata ieri nel siderurgico, è il dato che emerge nel 73,9 per cento degli interpellati con il 68,4 per cento di pugliesi. Solo un 9,8 per cento è a favore di una ripartenza con player stranieri (8,9 per cento pugliesi), mentre l’11,8 per cento si pronuncia a favore della chiusura ma gestita a livello nazionale e il 4,5 per cento per la chiusura e la cessione a soggetti esteri. In sostanza, 8 italiani su 10 e 8 pugliesi su 10 non hanno dubbi: rilancio e ripartenza per l’acciaieria facendo rimanere l’asset italiano.

Il “sentimento prevalente”, commenta Federmeccanica, «è una decisa opposizione alla dismissione. Gli italiani sono consapevoli delle probabili gravi conseguenze. Il 78,5% sa che la produzione di acciaio è necessaria per la sopravvivenza dell’industria nazionale; il 70,8% ritiene che la produzione in Paesi terzi come Cina e India aumenterebbe il grado di dipendenza dell’industria; il 77,1% teme l’impatto occupazionale, diretto e indiretto, di una eventuale chiusura e il 61,8%, è al corrente che, nel caso di chiusura dello stabilimento di Taranto, per la bonifica dovrebbero essere spesi miliardi di euro pubblici».

«Vogliamo rimarcare nuovamente l’opportunità industriale che questo stabilimento rappresenta per il nostro Paese», dice il presidente di Federmeccanica, Simone Bettini, ieri a Taranto con un centinaio di imprenditori. «Deve essere – aggiunge Bettini – una proprietà italiana. E se questo lo consideriamo un asset strategico per il Paese, auspicherei che rimanga di proprietà dello Stato. Se lo Stato ha l’energia, il gas, perché non deve avere l’acciaio?». Serve però arrivare ad una conclusione per la cessione della società ad un nuovo soggetto dopo due anni di amministrazione straordinaria e due gare per la vendita, di cui l’ultima ancora aperta e con due gruppi in campo: l’americano Flacks e l’indiano Jindal. «Abbiamo perso già troppo tempo – commenta Bettini -. Poi su quelli che sono gli interessi e le potenziali opportunità di Arvedi e quant’altro, l’importante è che l’azienda rimanga italiana. Da una parte che rimanga italiana e dall’altro sia amministrata e gestita con tempi e tecniche industriali, non con i tempi dilatori della politica. A me non interesse se il gestore, il proprietario, é posizionato più o meno a Nord, Centro o Sud. Interessa che la strategicità di quest’impianto rimanga in mano saldamente italiana».

Un altro dato emerso dall’indagine (effettuata da Community Research&Analysis e presentata dal direttore scientifico Daniele Marini dell’Università di Padova) è che «l’80,5% degli intervistati non sa che, secondo i dati Legambiente 2025, Taranto – con una media annua di 20 microgrammi per metro cubo di polveri sottili – vanta oggi il secondo valore più basso tra tutti i capoluoghi della Puglia, tutti peraltro ampiamente entro i limiti di legge».

«Con l’introduzione di nuove normative nel prossimo futuro – avverte Bettini -, ci sarà un’esplosione dei costi dell’acciaio nel nostro Paese che mette le imprese a rischio per l’export. Andremo fuori mercato rispetto a Paesi che non hanno le stesse imposizioni fiscali e il livello raffinato, ambientalmente parlando, di Taranto. Si apre uno spiraglio per quella che io definisco concorrenza sleale. Nel senso che se da una parte all’Ilva a Taranto, per essere giustamente in linea con le norme ambientali europee, viene chiesto di investire 2 miliardi per mettere a posto tutto, ad un’acciaieria a nord dell’Europa non viene chiesto niente».

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

Stellantis, il mercato italiano guida la ripresa, corre il marchio Fiat

Stellantis, il mercato italiano guida la ripresa, corre il marchio Fiat

«Emilia-Romagna, urgente ridurre tempi e burocrazia per rilanciare la crescita»

«Emilia-Romagna, urgente ridurre tempi e burocrazia per rilanciare la crescita»

La croata Jadrolinija investe 200 milioni sul rinnovo della flotta

La croata Jadrolinija investe 200 milioni sul rinnovo della flotta

Sac, dieci gruppi in corsa per Catania e Comiso

Sac, dieci gruppi in corsa per Catania e Comiso

Jindal conferma alla Camera l’intesa per l’ex Ilva: «Pronti all’acquisto»

Jindal conferma alla Camera l’intesa per l’ex Ilva: «Pronti all’acquisto»

«Il Diavolo veste Prada 2»: boom di turisti esteri nella torrida Milano estiva

«Il Diavolo veste Prada 2»: boom di turisti esteri nella torrida Milano estiva

Lazzarelle, la coop che dà lavoro alle detenute, resiste e si moltiplica

Lazzarelle, la coop che dà lavoro alle detenute, resiste e si moltiplica

Salta il matrimonio Mps-Bpm, il freno del Crédit Agricole

Salta il matrimonio Mps-Bpm, il freno del Crédit Agricole

Sicilia, il capitale privato che rimette in moto i luoghi

Sicilia, il capitale privato che rimette in moto i luoghi

Articoli Principali

I partiti, Ceuta e il tema migranti

I partiti, Ceuta e il tema migranti

Agosto 2, 2026
Svegliati nella notte da fiumi d’acqua

Svegliati nella notte da fiumi d’acqua

Agosto 2, 2026
il flash mob a 3.000 metri per chiedere tutela

il flash mob a 3.000 metri per chiedere tutela

Agosto 2, 2026
la loro longevità al centro di una ricerca genetica

la loro longevità al centro di una ricerca genetica

Agosto 2, 2026

Ultime Notizie

Nave della Marina abborda petroliera della flotta ombra russa

Nave della Marina abborda petroliera della flotta ombra russa

Agosto 2, 2026
Da lunedì carta d’identità cartacea non più valida per l’espatrio: così interviene il documento provvisorio

Da lunedì carta d’identità cartacea non più valida per l’espatrio: così interviene il documento provvisorio

Agosto 2, 2026
Stellantis, il mercato italiano guida la ripresa, corre il marchio Fiat

Stellantis, il mercato italiano guida la ripresa, corre il marchio Fiat

Agosto 2, 2026
Facebook X (Twitter) Pinterest TikTok Instagram
© 2026 Italia Parlare. Tutti i diritti riservati.
  • Politica Sulla Riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.