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Home » Argentina, spese folli e viaggi di lusso con fondi pubblici: trema il governo di Milei
Politica

Argentina, spese folli e viaggi di lusso con fondi pubblici: trema il governo di Milei

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 9, 20265 min di lettura
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Argentina, spese folli e viaggi di lusso con fondi pubblici: trema il governo di Milei

Viaggi di lusso pagati con fondi pubblici, acquisti di immobili in contanti e in nero, ingenti spese per ristrutturazioni di alcune proprietà: sono le accuse principali che la magistratura argentina ha mosso al capo di Gabinetto del presidente Javier Milei, Manuel Adorni, attualmente sotto inchiesta.

Lo scandalo che coinvolge il braccio destro del capo di Stato argentino, colui che imbracciando una motosega aveva promesso di mettere fine ai privilegi e alla corruzione dell’establishment del Paese, è iniziato l’8 marzo scorso, quando Adorni è stato accusato, dopo la diffusione di un video, di avere fatto viaggiare la moglie a New York sull’aereo presidenziale, cosa che Milei stesso aveva vietato. Ma a questo primo peccato veniale subito archiviato, ha fatto seguito una serie di rivelazioni che, secondo le accuse mosse dagli inquirenti, sono molto più gravi.

Pagamenti in contanti (senza ricevute), acquisti di case e ristrutturazioni e traffico di influenze

Adorni è accusato di avere sostenuto spese esorbitanti negli ultimi due anni e mezzo, periodo durante il quale ha ricoperto vari incarichi nell’esecutivo. È indagato per arricchimento illecito a causa di presunte irregolarità finanziarie, rilevate attraverso pagamenti in contanti, senza ricevute, per l’acquisto di un appartamento a Buenos Aires e di una casa in un quartiere esclusivo alla periferia della capitale, che non aveva dichiarato fino a poche settimane fa, nonché per lavori di ristrutturazione.

Adorni è inoltre indagato per come ha finanziato viaggi di lusso con la famiglia ad Aruba e Punta del Este, in Uruguay. Secondo testimoni che hanno deposto davanti alla Procura, Adorni avrebbe speso più di 100mila dollari in poco più di un anno, una cifra nettamente superiore ai 42.500 dollari di risparmi dichiarati. È inoltre indagato per traffico di influenze in relazione ad appalti tra la Televisione Pubblica, emittente sotto la supervisione dell’ufficio del capo di Gabinetto, ossia di se stesso, e la casa di produzione del suo amico Marcelo Grandio, nonché per altri appalti tra società statali e la società di consulenza +Be, di proprietà di sua moglie.

Manuel Adorni, Buenos Aires, 29042026 (Ansa)

Le case acquistate con prestiti

I tribunali argentini stanno anche mettendo sotto la lente di ingrandimento le transazioni immobiliari effettuate da Adorni tramite prestiti privati anziché bancari. Tra queste, l’appartamento in cui attualmente risiede, di circa 200 metri quadrati, nel quartiere Caballito di Buenos Aires, acquistato nel 2025 per 230mila dollari, dopo aver ottenuto un prestito pari all’87% del valore da due donne in pensione, che all’epoca erano proprietarie dell’immobile.

L’indagine ha portato alla luce un altro prestito di 100mila dollari concesso da due agenti di polizia, una delle quali in pensione, e stipulato tramite il suo notaio. Adorni, che deve ancora restituire più di 70mila dollari per questo prestito, avrebbe utilizzato il denaro per acquistare una casa in un complesso residenziale privato alla periferia di Buenos Aires del valore di 120mila dollari e ne avrebbe spesi altri 250mila per ristrutturazioni, in contanti e senza ricevute, sostiene l’accusa.

Titoli sui giornali e in tv. Ma l’accusato respinge tutto e incassa il sostegno del presidente

Per ora, Adorni resta in silenzio e non commenta, incassa il sostegno di Milei e insiste sul fatto che risponderà alle domande sulla sua situazione finanziaria solo dinanzi ai tribunali. Il 29 aprile, durante una tesa seduta alla Camera dei Deputati, ha affermato che le informazioni riguardanti i suoi beni erano “riservate”. La stampa argentina riferisce che Adorni ha eluso le domande durante una conferenza stampa alcuni giorni fa e ha rilasciato un’intervista solo giovedì, nella quale ha affermato che “fornire spiegazioni significa ostacolare il corso della giustizia”.

Il caso domina i titoli dei media argentini, ma Milei ha ribadito la nomina di Adorni a capo di Gabinetto e ha dichiarato che nei prossimi giorni presenterà la documentazione per confutare le accuse a suo carico.

Milei in difficoltà per l’andamento dell’economia

L’immagine del governo Milei nel corso degli ultimi mesi si è avviata lungo un ripido crinale di declino: uno studio della società di consulenza Trespuntozero e Alaska ha rivelato che il 65,3% dei cittadini ha un’opinione negativa del governo e ha evidenziato un netto aumento della preoccupazione per la corruzione, identificata come il principale problema del Paese dal 38,5% degli intervistati, dieci punti percentuali in più rispetto allo scorso gennaio.

In generale, l’esecutivo di Buenos Aires si trova in affanno per l’andamento negativo di alcuni indici economici: pur avendo abbattuto nettamente l’inflazione (dal 200 al 33%), e aver contribuito all’apprezzamento del peso rispetto al dollaro, oltre a poter vantare un Pil in crescita (3,5% quest’anno, ma è un rimbalzo dai dati ben peggiori degli anni precedenti), il governo di Javier Milei dovrà fare i conti con una disoccupazione data in aumento (secondo la percentuale riferita all’ultimo trimestre del 2025). Inoltre, l’inflazione, dopo essersi stabilizzata, mostra una certa difficoltà a scendere ancora. Il tutto accade a pochi mesi dalla vittoria di Milei e del suo partito La libertad avanza alle elezioni di medio termine.

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