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Home » Arredo, crollo dell’export verso l’area Opec a marzo. Usa a -18,3%, tiene l’Europa
Economia

Arredo, crollo dell’export verso l’area Opec a marzo. Usa a -18,3%, tiene l’Europa

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 28, 20263 min di lettura
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Arredo, crollo dell’export verso l’area Opec a marzo. Usa a -18,3%, tiene l’Europa

I dati sull’export di marzo della filiera legno-arredo confermano i timori delle imprese sugli effetti dei dazi americani e della guerra in Iran.

Il mercato statunitense ha registrato infatti un pesante calo delle vendite di mobili (-18,3% rispetto allo stesso mese del 2025), che porta il dato cumulato dei primi tre mesi dell’anno a un -16,1%, pari a 151 milioni di euro di ricavi in meno. E il Medio Oriente, che per molte aziende avrebbe dovuto rappresentare un’alternativa proprio al rallentamento degli Usa, ha visto uno stop ancora più profondo, con esportazioni verso l’area Opec diminuite del 66% su base annua.

Gli effetti della guerra in Iran

Il primo segnale, quantificabile, della guerra in Iran. Il primo, ma non l’unico, come spiega il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin, che oggi presenterà questi dati all’assemblea della federazione, che rappresenta una filiera da 52,2 miliardi di euro, con oltre 62mila imprese e 292mila addetti (dati Fla 2025). «Sulla nostre aziende pesa anche l’aumento già sensibile dei costi produttivi dovuto al conflitto e alla chiusura dello stretto di Hormuz, in particolare per quanto riguarda i prezzi dell’energia, dei trasporti e di alcuni materiali, compreso il legno», dice Feltrin. Che non vede schiarite a breve termine: «Se anche si raggiungesse un accordo nelle prossime settimane, ci vorranno mesi prima che la situazione si normalizzi. Temo che il 2026 sarà un anno molto difficile per le aziende».

Agli effetti diretti della guerra, si aggiungono quelli indiretti: l’aumento dell’inflazione, l’annunciato rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce, il crollo della fiducia dei consumatori e il conseguente calo della domanda, con effetti anche sul mercato interno, che invece aveva sostenuto la produzione industriale della filiera negli ultimi mesi. Già a marzo c’è un’evidenza di tutto questo, con la produzione industriale che, secondo l’Istat, scende del 3,4% per il comparto legno e dell’8,4% per il mobile, mentre la manifattura italiana registra un incremento del 2%. I dati sulla cassa integrazione confermano le difficoltà delle imprese, soprattutto le piccole: nel primo trimestre si rileva una richiesta di cig superiore a 7 milioni di ore (+30%) rispetto allo stesso periodo 2025, con un incremento della cig straordinaria (+70%).

La ripresa dell’Europa

In questo quadro, emerge tuttavia un elemento positivo: la ripresa dell’Europa. Dopo le flessioni dei primi due mesi dell’anno (-6,7% per l’arredo), a marzo l’Unione europea è cresciuta dell’1,4%, raggiungendo i 486 milioni di euro di export e ha ridotto il calo cumulato nel trimestre a un -3,8%, grazie soprattutto alla buona performance della Francia, primo mercato per i mobili italiani, che cresce del 3,8% rispetto a marzo 2025, ma anche di Austria, Paesi Bassi, Spagna e Polonia. Bene anche i Paesi europei non Ue, come Regno Unito, Svizzera e Turchia, che portano il dato dell’Europa nel suo complesso a un +2,8%, contro il calo del primo bimestre. E questo consente di ridurre il calo dell’export a marzo a un -5,1% (contro il -13% di gennaio) e il calo cumulato del periodo gennaio-marzo a un -7,4%, contro il -8,8% di gennaio-febbraio. I Paesi extra-Ue registrano invece una brusca flessione del 17,4%.

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