Be8, azienda brasiliana specializzata in biocarburanti, tra cui biodiesel (di cui è il maggior produttore del Brasile, col 14% circa di market share), etanolo, Saf (per aerei) e il nuovo Bevant, sbarca in Italia con l’idea di farne la propria base in Europa per distribuire e produrre proprio il Bevant, fuel tratto da scarti alimentari, che è in grado di fornire propulsione ad auto, mezzi pesanti e navi, senza dover effettuare modifiche ai motori e garantendo un abbattimento delle emissioni di CO2 fino al 99%. Tra gli obiettivi, anche quello di costruire uno stabilimento produttivo, con un investimento fino a 180 milioni di euro.
Il nuovo carburante è stato sviluppato e brevettato da Be8 nel 2023, spiega Graziano Messana, membro del board della Be8 Europa – con la logica di trasformare scarti e residui della filiera alimentare, come oli vegetali, grassi animali e olio da cucina usato, «nel momento in cui non possono più essere riciclati per altri scopi, in un carburante avanzato, capace di alimentare direttamente motori diesel senza bisogno di miscelazione, senza modifiche strutturali e senza perdita di prestazioni».
Il Bevant (che è un un metilestere bidistillato), prosegue, «può essere utilizzato puro al 100% nei motori di macchine, camion, imbarcazioni, generatori e mezzi pesanti. Non richiede di essere miscelato con diesel fossile. Non obbliga le aziende a cambiare immediatamente flotte o impianti. E, soprattutto, essendo anche a bassissimo tenore di zolfo, consente di ridurre in modo sostanziale l’impatto ambientale mantenendo performance, potenza operativa e consumi in linea con le esigenze dell’industria. Secondo i dati disponibili, può arrivare a ridurre sino al 99% delle emissioni di gas serra, nel ciclo tank to wheel, rispetto ai combustibili fossili».
Ricavi per 1,97 miliardi di dollari
Be8 ha totalizzato, nel 2025, ricavi netti per 1,97 miliardi di dollari, un Ebitda di 166 milioni e un utile netto di 96, con una quota di export sui ricavi del 12%. «L’azienda – sottolinea Messana che è anche presidente della Camera di commercio italiana a San Paolo – ha già una fabbrica a Ginevra, quindi avrebbe anche potuto decidere di produrre da lì. Invece, per portare la tecnologia e la transizione energetica si è scelta l’Italia. Un fatto molto positivo anche per me, che sono italiano e vivo da 20 anni in Brasile. Peraltro, mentre abbiamo portato tante imprese italiane nel Paese, è la prima volta che facciamo il percorso inverso e portiamo in Italia un’importante azienda brasiliana».
Be8 Europa ha dunque, «aperto una sede a Milano con capitale sociale da 1 milione di euro. Lo scorso marzo abbiamo avuto, dal Governo italiano, luce verde per il golden power. Ci sono voluti cinque mesi, perché hanno vagliato la pratica, oltre al ministero delle Imprese, anche quelli dell’Agricoltura e dell’Ambiente e hanno dato l’ok. Stiamo portando avanti due scenari: quello che ci vede impegnati nella commercializzazione dei prodotti, che presuppone pochi investimenti ed è una questione di accordi con i distributori, e, nel frattempo, andiamo avanti con le certificazioni del Bevant: puntiamo alla costruzione di una fabbrica, con un investimento che potrà essere tra i 150 e i 180 milioni di euro e 300 assunzioni previste. Questi i programmi».










