Era dalla metà di settembre del 2023 che il prezzo medio della benzina in Italia non superava la soglia psicologica dei due euro al litro. Quasi tre anni dopo, quel valore è stato superato di nuovo: stamattina, come segnalato dal ministero delle Imprese, un litro di benzina costa in media 2,002 euro.
Situazioni diverse
Stessi massimi ma situazioni leggermente diverse. Perché è vero che in quegli anni i rincari erano dovuti alla guerra in Ucraina, che ha spinto il prezzo della benzina nel 2022 a record storici sfiorando i 2,2 euro al litro e costringendo il Governo Draghi a una sforbiciata sulle accise, ma l’aumento di fine 2023 è stato legato principalmente ai tagli alla produzione da parte dei Paesi dell’Opec.
La più cara a Bolzano e in Calabria
Come detto, parliamo di medie nazionali. Ogni territorio ha prezzi diversi e infatti non in tutti sono stati superati ancora i due euro al litro, seppur di poco. Ad esempio, la verde più economica si trova nel Lazio (1,988 euro al litro di prezzo medio) o nelle Marche e in Veneto (entrambe 1,991 euro).
In altri territori, dunque, i listini sono più alti della media. A partire dalla solita provincia di Bolzano (quasi sempre in testa), con un prezzo medio di 2,041 euro al litro. A seguire ci sono la Calabria (2,025 euro) e la Puglia e la Basilicata (entrambe a 2,02 euro).
Taglio accise anche sulla benzina?
Va ricordato che oggi non c’è un taglio accise sulla benzina. Dal 28 luglio, infatti, è attivo soltanto quello sul gasolio da 17,1 centesimi al litro. Anche in questo caso, la situazione peggiora di giorno in giorno, con il prezzo medio che oggi si avvicina a 2,12 euro al litro. Non è il massimo










