La debolezza dei mercati esteri dei primi nove mesi dell’anno si conferma anche nel trimestre successivo, mandando in rosso la raccolta ordini delle macchine utensili.
Nel quarto trimestre 2025, l’indice delle commesse elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per produrre ha registrato infatti un calo del 13,6% rispetto al corrispondente periodo ottobre-dicembre 2024.
Decisivo è il calo a doppia cifra oltreconfine, frenata del 17,1% che conferma quanto visto dal lato dei ricavi effettivi in termini di export nel periodo gennaio-settembre, giù di 14 punti per effetto della discesa corale di primi quattro mercati di sbocco del settore, cioè Usa, Germania, Francia e India. Caduta oltreconfine non bilanciata da una spinta adeguata sul fronte interno, dove il venire meno del supporto di Transizione 5.0 (la scadenza di dicembre per l’installazione limitava di molto la possibilità delle aziende di accettare commesse, tenendo conto dei mesi di lavorazione necessari) ha provocato un arretramento del 2,9% rispetto al quarto trimestre del 2024.
Su base annua nel 2025 la raccolta ordini resta comunque in territorio positivo grazie al segno più registrato nei primi tre trimestri, e si concretizza in un +3,1% (67,6 indice assoluto) rispetto al dato 2024; +38,9 % gli ordini interni (indice assoluto 55,1); -9,4% gli ordini esteri (indice assoluto 76,4).
«Risultato in linea con gli ultimi due anni – spiega il presidente di Ucimu Riccardo Rosa – e dunque ancora una volta deludente. Sul fronte interno, i risultati raccolti dimostrano che il piano 5.0 non ha funzionato come avrebbe dovuto. Certo il provvedimento, insieme al 4.0, ha mosso un po’ la domanda ma gli innumerevoli start and stop hanno reso tutto poco fluido fino alla sua conclusione a dicembre». L’attesa è per le nuove misure di incentivazione, con le imprese ad auspicare modalità attuative diverse rispetto all’ultima esperienza.












