Dopo l’anticipo della vendemmia, l’accelerazione nella raccolta del pomodoro il caldo record impone di far partire in anticipo sui tempi anche la campagna di raccolta delle mele italiane, il frutto più consumato ma anche più venduto all’estero. A renderlo noto è la Coldiretti secondo cui la produzione sarà condizionata da caldo e siccità e non andrà oltre i 2,27 milioni di tonnellate con un calo stimato del 2% rispetto allo scorso anno.
L’avvio delle operazioni di raccolta nell’azienda Furlani a Trento arriva in un momento delicato o della stagione agricola in generale stretta tra gli effetti perversi dei cambiamenti climatici con temperature elevate nel corso dell’estate e siccità diffusa soprattutto al Nord e con, d’altro canto, l’aumento dei costi legato alle tensioni internazionali. Basti pensare che si calcola che le spese per il gasolio agricolo e i fertilizzanti, due dei prodotti più condizionati dalle tensioni in Medio Oriente, coprano circa il 50% dei costi produttivi di un’azienda agricola.
Dal Trentino Alto Adige due terzi della produzione italiana
Il Trentino Alto Adige è la prima regione produttrice di mele in Italia con oltre i due terzi del totale. Con il distacco dei primi frutti della varietà Gala, la cui raccolta sta prendendo il via anche negli altri territori, si avvia un percorso che continuerà a settembre e ottobre con le altre tipologie, per concludersi solo agli inizi di novembre con le varietà a maturazione più tardiva.
Per l’occasione verrà fatto il punto sulle previsioni di andamento della raccolta, anche in relazione alle temperature record.
In Italia il primato della biodiversità con sei tra Dop e Igp
L’Italia è uno dei principali produttori europei di mele, oltre a vantare il primato in fatto di biodiversità con sei denominazioni di qualità riconosciute dall’Unione europea: Mela Val di Non Dop, Mela Alto Adige Igp, Mela del Trentino Igp, Melannurca Campana Igp, Mela Valtellina Igp e Mela Rossa Cuneo Igp.










