La scadenza
La scadenza da non oltrepassare per l’utilizzo in F24 è il 31 dicembre 2026. Anche se ad “ammorbidire” questo paletto va considerato che l’agevolazione non è soggetta ai limiti annuali previsti per le compensazioni, non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile Irap e non è rilevante per il calcolo degli interessi passivi deducibili.
Considerando quindi che la fase calda per richieste e riconoscimento del tax credit sarà tra fine estate e inizio autunno, si tratterà di una vera e propria corsa contro il tempo per le imprese beneficiarie che, al di là dei versamenti di ritenute, contributi e Iva, si troveranno a calare sul tavolo la carta del credito in compensazione soprattutto per l’appuntamento con il secondo acconto delle imposte sui redditi 2026 in scadenza il 30 novembre.
Le imprese ittiche
Un filo rosso che potrebbe unire anche i beneficiari degli altri tax credit contro il caro carburanti che impattano principalmente il mondo dell’agricoltura, sostenuto anche con una misura ad hoc sui fertilizzanti, dato che dallo Stretto di Hormuz transita circa un quinto del prodotto mondiale (si veda l’approfondimento in pagina).
Per quanto riguarda il credito d’imposta fino al 20% destinato alle imprese del settore ittico (per cui sono stati stanziati 10 milioni di euro con il primo decreto accise) la finestra per la presentazione delle domande è stata aperta dal 19 giugno al 20 luglio.
Il gasolio agricolo
Quello sui carburanti, su cui c’è un monte complessivo di risorse pari a 90 milioni di euro, ha trovato il kit di attuazione con il decreto del ministero dell’Agricoltura di concerto con quello dell’Economia dello scorso 23 luglio (si veda «Il Sole 24 Ore» del 29 luglio). Il contributo copre fino al 20% della spesa per gasolio e benzina acquistati tra marzo e maggio 2026, al netto dell’Iva, per l’alimentazione di mezzi impiegati nelle attività agricole: dai trattori alle motopompe per irrigazione, fino al riscaldamento delle serre per le colture orticole. Il tetto individuale è fissato a 50mila euro per impresa, in base al quadro temporaneo Ue sugli aiuti di Stato legati alla crisi in Medio Oriente. Il decreto interministeriale Masaf-Mef che fissa le regole individua in Agea il soggetto gestore dell’intero ciclo dell’incentivo, con un compenso di 200mila euro che riduce a 89,8 milioni le risorse effettivamente disponibili per le imprese.











