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Home » Caro-voli, la Sicilia torna a inseguire una compagnia aerea regionale
Economia

Caro-voli, la Sicilia torna a inseguire una compagnia aerea regionale

Sala StampaDi Sala StampaDicembre 14, 20255 min di lettura
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Caro-voli, la Sicilia torna a inseguire una compagnia aerea regionale

L’ultimo nome è Etna Sky. Per il momento un brand e un progetto in attesa che si chiariscano nomi dei soci, capitali e tutto il resto. E’ il nome della compagnia aerea lanciata qualche giorno fa da Manlio Messina, imprenditore che è stato assessore regionale al Turismo e oggi deputato che ha lasciato Fratelli d’Italia in polemica con il partito e non solo. In Sicilia, dunque, si torna a parlare di compagnie aeree “dell’isola” con una particolare attenzione alla domanda da parte di chi ritiene che il costo dei biglietti da e per l’isola sia per il momento troppo alto. Un tema, quello dei costi, particolarmente sentito dai cittadini, che anche quest’anno hanno registrato tariffe elevate soprattutto nei periodi festivi. Non è la prima volta che la Sicilia tenta di dotarsi di un vettore proprio. L’ultimo caso significativo è quello di Wind Jet, la low cost fondata nel 2003 che aveva raggiunto quasi tre milioni di passeggeri annui. La compagnia sospese i voli nell’estate 2012 dopo il mancato accordo con Alitalia e la sospensione delle licenze da parte dell’Enac, lasciando a terra migliaia di passeggeri.

I piani di Etna Sky

Il cronoprogramma di Etna Sky, che per il momento ha un capitale sociale di 20mila euro, sembra definito: «Intanto è stata costituita la società, entro il 20 gennaio entreranno i nuovi soci e procederemo con l’aumento di capitale sociale – spiega manlio Messina -. Come è noto per poter avviare l’iter autorizzativo con Enac per ottenere il Certificato di operatore aereo (Coa) bisogna avere un capitale sociale minimo di cinque milioni rispetto al piano industriale che ci siamo dati. Intanto ci stiamo muovendo per avere anche gli aeromobili e per definire tutto il resto a partire dalla brand identity. Confermo che l’obiettivo è quello di volare nell’estate dell’anno prossimo. Come velivoli a disposizione avremo quattro A321 e due A330 dal secondo anno». Quanto ai possibili soci si parla di un gruppo di imprenditori dell’area del catanese pronti a metterce i capitali per far decollare la compagnia aerea. «Gli imprenditori si sono impegnati per un capitale sociale di circa 20 milioni» ha detto nei giorni scorsi Messina. Il progetto è si può dire nella fase preliminare.

Il progetto di Aerolinee Siciliane

Prosegue intanto il percorso di Aerolinee Siciliane, la società fondata nel 2020 che scommette sull’azionariato diffuso: è radicata soprattutto in provincia di Ragusa, oggi ha 161 soci e un capitale sociale di 1,4 milioni: promette una formula di azionista passeggero e propone un modello di impresa di comunità con focus, in particolare, sull’aeroporto di Comiso. Aerolinee Siciliane, che ha nel gruppo di testa del management Luigi Crispino (l’imprenditore che per primo ha rotto il monopolio Alitalia fondando Air Sicilia che ha sospeso i voli nel 2002 ed è fallita l’anno successivo), si misura con difficoltà concrete del mercato soprattutto sul fronte degli aeromobili: «Non se ne trovano per le note difficoltà legate ai richiami degli aerei. Abbiamo fatto numerosi tentativi ma fino a questo momento non sono andati in porto» dice Leonardo Licitra, imprenditore ragusano e presidente del Consiglio di sorveglianza di Aerolinee Siciliane. Sul sito la compagnia annunciava il primo volo per maggio 2025 ma il primo decollo è stato spostato in avanti: «A maggio contiamo di partire» ha detto recentemente Crispino.

Le difficoltà a reperire aerei

Sui ritardi pesa certamente anche il fallimento della trattativa per l’acquisto della compagnia rumena Air Connect rilevandone il Coa. Alla luce anche di questa vicenda il management ha deciso di cambiare prospettiva: il Coa sarà chiesto a Malta dove è stata basata la società: «faremo come ha fatto Ryanair» ha rivendicato Crispino. Fin qui di certo c’è la caparbietà di Crispino e soci nel perseguire questa strada che senza la disponibilità di aerei diventa molto complicata. Forse è per questo che nelle ultime settimane si è diffusa la voce di possibili contatti con Etna Sky per convergere su un’unico progetto e arrivare a una sola compagnia aerea siciliana. Voci, per carità, nulla di confermato ma pur sempre un segnale.

Il progetto sulla manutenzione: base Comiso

Intanto in parallelo Aerolinee Siciliane va avanti con altre iniziative anche in questo caso ambiziose: «La nostra idea – dice Licitra – è quella di creare a Comiso un grande polo di manutenzione degli aerei. sappiamo che è un ambito dalle gradi opportunità e può dare risposte anche in termini di lavoro qualificato: in questo momento gli studenti dell’Its Academy Aerospazio Sicilia finiscono altrove. Abbiamo già pronto anche il progetto per fare il tutto negli spazi liberi all’interno dell’aeroporto di Comiso. Un progetto che è possibile realizzare con un investimento di quattro milioni e su cui si è già pronunciato, positivamente, il consiglio comunale di Comiso». Si inquadra in questa prospettiva l’acquisto di «Southern Aerotech che opera con la manutenzione di linea e ha clienti come Poste Cargo, Warsaw cargo, Albastar, Dat, Egyptair Royal air Maroc, Turkish, Neos nelle basi di Lamezia Terme, Palermo, Catania Monaco e stiamo aprendo a Tiblisi in Georgia» dice ancora Licitra. La parte manutenzione occupa già nove persone e ha «fatturato un milione in un anno» dice il presidente del Consiglio di sorveglianza. Ma tutto ciò non basta per volare. Punto.

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