«Io non parto con alcun pregiudizio, accerteranno gli ispettori e vedranno se eventualmente si sono violate alcune regole e se c’è una responsabilità degli organi scolastici»
Valditara: contrari a teorie gender, da sinistra balle
Non vogliamo che «un bambino di 8 anni venga subissato di teorie gender che gli spiegano che oltre al maschio e alla femmina esistono soggetti neutri” mentre “nei programmi abbiamo messo l’educazione sessuale in senso biologico». Lo dice il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara Roma intervenendo alla manifestazione Atreju al panel ’La scuola del merito: formazione, educazione, rispetto’ in corso a Roma. «Se vuoi affrontare queste tematiche, dalle medie in su, devi chiarire chi sono i relatori che devono essere persone di cui la scuola si fa garante, medici psicologi non associazioni. Poi ci deve essere come prevede l’articolo 30 della Costituzioneil consenso dei genitori. Questa è libertà. Ci hanno accusato di replicare il Minculpop, ma quello sta dall’altra parte. Sta dall’educazione obbligatoria di stato che ti impone certi valori eticamente sensibili, ha continuato sottolineando come ”noi con questo governo abbiamo fatto quello che le persone di buon senso spesso hanno affermato. Quando noi parliamo di educare al rispetto verso la donna, a relazioni sane e relazioni corrette, all’empatia emotiva parliamo di cose sacrosante». Sono azioni che «dovrebbero evitare le violenze sessuali e i femminicidi, educare al rispetto e a relazioni corrette, considerare l’altro come un compagno o una compagna con cui condividere un futuro è fondamentale. Questo non l’ha fatto la sinistra che continua a lamentarsi, sta raccontando delle balle perché nelle nuove linee guide sulla educazione civica noi per la prima volta abbiamo introdotto tutto questo come obiettivi di apprendimento obbligatori. È con questo che si fa la nuova battaglia per vincere la cultura maschilista».
Valditara: la norma sulla condotta non è fascista
«La norma sulla condotta non è una norma fascista. Noi vogliamo stimolare tutti i giovani alla responsabilità, ma un giovane pulito, un giovane onesto, un giovane serio, corretto, che rispetta gli altri non ha timore nel voto di condotta. Questo è il punto. Noi vogliamo contrastare il bullismo, la prepotenza, l’arroganza, la violenza. Vogliamo difendere il mite contro il violento. Questa è la scuola democratica». Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nel corso del suo intervento ad Atreju.
Caso Albanese, Valditara: no indottrinamento, non mi lascio intimidire
«Se siamo veri democratici, se amiamo veramente la Costituzione, non possiamo dividerci: le scuole non sono e non dovranno mai essere luoghi di indottrinamento, di propaganda politica, devono abituare lo studente allo spirito critico, al confronto plurale. La scuola delle dittature impone una visione e dice “sei obbligato ad accettarla senza nessun confronto”. A leggere alcune reazioni di ieri, temo ci sia ancora una mentalità totalitaria in alcuni esponenti dell’opposizione: quando mi si contesta il fatto che io voglia fare chiarezza se effettivamente Francesca Albanese durante più lezioni curriculari, cioè lezioni obbligatorie, abbia veramente detto che questo governo è costituito da fascisti, è complice di genocidio e abbia veramente incitato ad occupare le scuole, se mi si contesta la necessità di fare chiarezza su un punto dirimente per quanto riguarda la correttezza della formazione dei nostri giovani, vuol dire che non si ha maturità democratica». Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, intervenendo a Roma ad Atreju è tornato sul caso delle ispezioni inviate in alcune scuole in Toscana dove ha tenuto degli incontri la relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese. «Il ministro – ha proseguito – non si lascia intimidire da nessuno, ha il dovere di far sì che la legge, la Costituzione, il pluralismo vengano rispettati e nelle scuole non si faccia propaganda o indottrinamento. Dopodichè, io non parto con alcun pregiudizio, accerteranno gli ispettori e vedranno se eventualmente si sono violate alcune regole e se c’è una responsabilità degli organi scolastici».










