Si tratta di un vero e proprio braccio di ferro politico e istituzionale quello in corso alla Camera dei deputati sul materiale inviato dalla Procura di Roma relativo ad Andrea Delmastro. Al centro della contesa c’è il CD contenente le conversazioni del sottosegretario, attualmente custodito sotto chiave in una cassaforte a Montecitorio.
La Giunta del Regolamento è stata chiamata a esprimersi per sciogliere il nodo sull’accesso agli atti: il presidente della Giunta per le Autorizzazioni, Devis Dori (Avs), aveva infatti autorizzato i commissari alla visione, ma la decisione è stata “congelata” dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
Un blocco che ha riguardato lo stesso Dori, a cui gli uffici hanno negato la consultazione personale del supporto informatico: “Si profila una situazione inedita di conflitto istituzionale”, ha denunciato il deputato di Avs, mentre la capogruppo Luana Zanella ha chiesto conto a Fontana di una “scelta tutta politica”. Dalla Lega, la deputata Laura Cavandoli ha difeso l’operato della presidenza parlando di “polemica pretestuosa” e ricordando che la tutela delle prerogative parlamentari passa dal rispetto delle procedure.
Proteste dell’opposizione e le spaccature della maggioranza
Intanto l’opposizione ha alzato il livello dello scontro politico. Il Movimento 5 Stelle ha portato in Aula una piccola cassaforte simbolica esponendo striscioni con le scritte “Fuori le chat!” e “Aprite la cassaforte!”. Il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi ha puntato il dito sui rapporti tra Delmastro e Caroccia, citando le vicende giudiziarie legate a quest’ultimo, mentre Federico Gianassi (PD) ha incalzato la maggioranza accusando la destra di sacrificare le esigenze di giustizia per tutelare la segretezza delle conversazioni.
Delmastro, M5S occupa i banchi del governo (Ansa)
Sullo sfondo resta l’incognita dei tempi del passaggio in Aula. Nel centrodestra si registrano posizioni distanti: Fratelli d’Italia spinge per votare subito, mentre un’altra parte della coalizione preferirebbe far slittare l’esame a settembre per evitare rischi legati ai numeri risicati delle presenze a ridosso della pausa estiva e all’insidia del voto segreto. Il prossimo passaggio decisivo si terrà domani alle 13, con la riunione della Giunta per le Autorizzazioni chiamata a stabilire se procedere con un’integrazione istruttoria o mandare direttamente il dossier all’Assemblea.
Ma cosa c’è nelle chat messe sotto chiave
Sulla base degli elementi emersi dalle inchieste e dai resoconti di cronaca giudiziaria e parlamentare, le chat in questione riguardano i messaggi scambiati tra l’allora sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e l’imprenditore romano Giovanbattista Caroccia.
Il materiale, trasmesso dalla Procura di Roma alla Camera dei deputati, contiene messaggi WhatsApp ed SMS che gli inquirenti hanno acquisito nell’ambito delle indagini.
I contenuti principali che la Magistratura ha analizzato – e che le opposizioni chiedono di visionare – riguardano tre filoni principali.
I rapporti personali e di frequentazione
Contatti diretti: Scambi di messaggi che attestano il livello di confidenza, la frequentazione e la vicinanza tra Delmastro e Caroccia.
Organizzazione di incontri: Conversazioni relative ad appuntamenti, cene o incontri avvenuti a Roma o in altre sedi.
Le intercessioni, i favori e la gestione delle nomine
Richieste di intervento: Messaggi nei quali Caroccia sollecitava il sottosegretario o i suoi uffici per pratiche, nomine, sblocchi amministrativi o segnalazioni nell’ambito dell’amministrazione pubblica e giudiziaria.
Rassicurazioni e risposte: Le risposte fornite da Delmastro (o dal suo entourage) per dare seguito alle richieste o rassicurare l’interlocutore sul prosieguo delle pratiche d’interesse.
Miriam Caroccia interrogata dai pm della Procura di Roma, 01 aprile 2026 (Ansa)
I contatti legati alle vicende giudiziarie di Caroccia
Aggiornamenti sulla situazione giudiziaria: Messaggi in cui si faceva riferimento (diretto o indiretto) alle vicende giudiziarie che coinvolgevano Caroccia.
Il nodo sui contatti con ambiti criminali: L’interesse investigativo nasce dal fatto che Caroccia è stato indagato (e poi condannato in primo grado) nell’ambito di un’inchiesta antimafia riguardante il clan camorristico Senese a Roma. Le chat servono agli inquirenti per verificare se e quanto Delmastro fosse a conoscenza dello spessore o delle frequentazioni pericolose del suo interlocutore.
Foto pubblicata su Tik Tok da bisteccheriadabaffo con Delmastro E un appartenente al clan Senese (ANSA)
Perché sono al centro dello scontro parlamentare?
Per la Procura di Roma: Rappresentano un elemento di prova da valutare nell’ambito del procedimento (o della richiesta di utilizzo di intercettazioni/flussi di comunicazione nei confronti di un parlamentare).
Per le opposizioni (M5S, PD, AVS): I messaggi dimostrerebbero un’incompatibilità politica e morale di Delmastro con il ruolo di sottosegretario alla Giustizia, motivo per cui chiedono la pubblicità o quantomeno la consultazione degli atti.
Per la maggioranza e la Presidenza della Camera: Trattandosi di comunicazioni di un parlamentare e di materiale potenzialmente coperto da segreto d’indagine o relativo alla sfera privata, si pone il tema della tutela delle prerogative costituzionali (Art. 68 Cost.) e della riservatezza fino a decisione dell’Aula.









