“Delmastro è stato leggero, ma da qui a dire che è connivente…”. La premier Giorgia Meloni fa quadrato attorno al sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, finito nella bufera per presunti affari con la figlia di Mauro Caroccia, condannato per reati di mafia nell’ambito di un’indagine sul clan Senese. La premier evoca il complotto ipotizzando una “manina” che “tira fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum, gli italiani valuteranno”.
Per Meloni, dunque, Delmastro deve restare al suo posto, almeno per ora. “Se la questione fosse più ampia e ci fossero altri problemi – puntualizza – la magistratura farà il suo corso“. Ad alimentare le polemiche anche alcune foto. Una di queste pubblicata dal quotidiano Il Domani, che ritrae Delmastro nel ristorante “sotto accusa”, poco tempo fa. L’immagine, secondo quanto riportato, risale a fine gennaio al locale Bisteccheria d’Italia, di cui Delmastro deteneva delle quote poi vendute e accanto a lui nella foto c’è Raffaele Tuttolomondo, sindacalista della polizia penitenziaria. Ma in quel locale il sottosegretario c’è stato anche con il capo di gabinetto del Ministero, Giusi Bartolozzi, finita sotto i riflettori nei giorni scorsi per aver definito i magistrati un “plotone di esecuzione”. Lo testimonia una foto di una cena, in questo caso pubblicata da Il Fatto Quotidiano, in cui vengono immortalati assieme ad altre persone.
Foto di Delmastro alla cena (tgr piemonte)
I pm della Dda di Roma da tempo indagano su eventuali attività di riciclaggio legato al business della ristorazione e sull’attività imprenditoriale della famiglia Caroccia. Oggetto del fascicolo, in cui si ipotizza anche il reato di intestazione fittizia di beni, anche una società in cui compare come azionista la figlia 18enne di Caroccia (l’uomo sta scontando una pena a 4 anni per intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa). Della srl ha fatto parte anche Delmastro.
Le opposizioni: “Si dimetta”
Le opposizioni chiedono un passo indietro del sottosegretario. “Si deve dimettere” tuona il leader del M5S Giuseppe Conte, che attacca: “Una premier non dovrebbe preoccuparsi della manina che ha tirato fuori la notizia, perché quella manina significa stampa libera e indipendente, che deve controllare il potere”. E si rivolge alla Premier: “Invece dovresti preoccuparti della manina di chi nel dicembre del 2024 era a Biella, quattro del tuo partito, compreso Delmastro, e hanno firmato la costituzione di una società per fare affari con una diciottenne nominata amministratrice della società per fare affari col prestanome del clan dei Senese”
Mentre i rappresentanti del M5S nelle commissioni Antimafia e Giustizia della Camera e del Senato hanno presentato una “mozione di censura per chiedere alla premier di rimuoverlo immediatamente”. E parlano di una vicenda “gravissima, un punto di rottura istituzionale che non può essere minimizzato né archiviato con il silenzio” i magistrati di Unicost.
La Russa: “Per una foto non si è mai dimesso nessuno”
Di diverso avviso il presidente del Senato Ignazio La Russa: “Sicuramente uno si dimette se ha commesso degli atti gravi, se ci sono condanne. Per una foto non si è mai dimesso nessuno”. A schierarsi dalla parte del sottosegretario anche il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Sapendo l’interesse che c’è da parte dei magistrati verso qualunque esponente di governo, non penso abbia fatto nulla di male o almeno nulla che consapevolmente potesse arrecargli danno, quindi penso saprà difendersi tranquillamente da solo” afferma.
Foto pubblicata su Tik Tok da bisteccheriadabaffo con Andrea Delmastro (S), sottosegretario al ministero della giustizia, insieme a un appartenente al clan Senese. Roma (ANSA/TIKTOK/BISTECCHERIA DA BAFFO)
Schlein: “Meloni garantista soltanto coi suoi, basta gridare al complotto”
“Siamo alle solite: quando Giorgia Meloni è in difficoltà grida al complotto. Ma la ‘manina’ di cui dovrebbe preoccuparsi è quella del sottosegretario alla Giustizia”, Andrea Delmastro, “che ha fondato una società con la figlia 18enne di un indagato per mafia, poi condannato, sostenendo di non sapere chi fosse. E che ha pure mentito perché non ha dichiarato di possedere quella società”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervistata da Repubblica. “Ci sono foto – prosegue – che mostrano come Delmastro fosse nel ristorante con la capo gabinetto di Nordio già dopo la condanna per mafia del padre della sua socia. La premier avrebbe dovuto pretendere dimissioni immediate”. Anche perché, ricorda la segretaria dem, “hanno fatto tutta la campagna referendaria dicendo che chi sbaglia paga. Ma per Delmastro non vale mai? Sono garantisti solo con gli amici. Meloni ha anche affermato di aver appreso la notizia dalla stampa e che bisognerebbe riflettere su un certo modo di fare giornalismo. Fossi in lei rifletterei sul modo in cui sceglie i vertici del ministero della Giustizia. Anziché difendere i suoi, difenda le istituzioni e il loro onore”.








