In dieci anni il bando sull’agricoltura sociale promosso da Confagricoltura ha erogato 1,2 milioni a fondo perduto, finanziando 33 progetti, tutti monitorati e pienamente operativi, 728 presentati in totale negli anni, e 29 borse di studio, dati che confermano concretamente come il bando, nato all’indomani della legge 141 del 18 agosto 2015 sulle “Disposizioni in materia di agricoltura sociale” che ha fissato il primo quadro normativo dedicato al comparto, sia uno strumento capace di valorizzare imprese che uniscono innovazione, sostenibilità ed etica, generando un impatto positivo sui territori.
I dati sono emersi in occasione della celebrazione nella sede dell’organizzazione a Roma dei primi dieci anni del bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, con la cerimonia di premiazione patrocinata dal Masaf e con il contributo di Unioncamere. Le iniziative nel corso degli anni hanno sostenuto prevalentemente persone con disabilità fisiche, mentali e disturbi dello spettro autistico; giovani e minori in situazioni di disagio educativo; immigrati, rifugiati e richiedenti asilo; donne fragili e vittime di violenza.
I tre progetti vincitori della sezione ordinaria ricevono 40mila euro ciascuno, ai quali si aggiungono tre borse di studio per il Master in Agricoltura Sociale dell’Università di Roma Tor Vergata. Non sono mancate integrazioni nel corso del tempo: nel 2017 è stato premiato un progetto ambientato nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016; dal 2022 è stata istituita una sezione speciale di gestione e riqualificazione del verde pubblico con un premio da 20mila euro. E quest’anno, per i dieci anni, c’è un ulteriore premio celebrativo del valore di 20mila euro, ideato da “Senior L’età della Saggezza Onlus” e assegnato a un’impresa guidata da under 35 nell’isola di Ventotene (Ventotenemia Aps) per un progetto (“Lagricoltura non isola”) finalizzato a sviluppare percorsi di inclusione socio lavorativa per giovani e immigrati che prevede la messa a dimora di ulivi e capperi in aree agricole dell’isola, recuperando le antiche pratiche introdotte dai Borbone alla fine del ’700.
I premi principali sono andati Cascina Piccaluga, azienda vitivinicola storica attiva nella produzione di vini nelle Langhe, impegnata nella produzione con pratiche agricole sostenibili – insieme alla Coop Sociale Progetto Emmaus –, con “8pari =” per produrre un vino “buono, pulito e giusto”, un progetto dedicato a persone in condizioni di fragilità,con problemi di salute mentale, rifugiati, donne sole con figli o vittime di violenza.
Nella sezione “ordinaria” premiato anche il progetto “Vivaio sociale: coltiviamo inclusione” della storica azienda Tamaro di Pozzuoli, punto di riferimento nell’area dei campi flegrei per la floricoltura, la produzione di varietà autoctone, la cura del verde e la formazione ambientale. Si tratta di un progetto di agricoltura inclusiva che offre a ragazzi con disabilità l’opportunità di crescere, formarsi e lavorare in un ambiente accogliente in mezzo alla natura. Attraverso la cura di piante ornamentali, da frutto, da orto e fiori.








