Commercio, edilizia e manifattura. Sono questi i tre settori più colpiti dalle liquidazioni giudiziali, seguiti dal turismo e dai trasporti. A fornire un’analisi del fenomeno crescente dei fallimenti delle imprese italiane sono gli open data nazionali della Camera di Commercio delle Marche che consentono di analizzare tutti gli «Strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza di impresa» utilizzati in tutta Italia nel 2025 per codice Ateco.
Il portale delle Marche mette a disposizione i dati relativi a tutti gli strumenti legati alla crisi d’impresa, tra cui appunto anche le liquidazioni giudiziali, che rappresentano la procedura più diffusa e più utilizzata al Centro Nord. I dati sono riferiti alle sedi delle imprese registrate che avviano la procedura (e non già cancellate dal Registro al momento dell’evento). Sono mappati tutti gli eventi, di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza): oltre alle liquidazioni giudiziali, sono inclusi gli accordi di ristrutturazione dei debiti, l’amministrazione straordinaria, la liquidazione coatta amministrativa, il concordato preventivo omologato, il concordato minore, la liquidazione controllata, il piano di ristrutturazione omologato, le impugnazioni concorsuali e il concordato Semplificato.
I settori interessati
Su un totale di 12.093 procedure iscritte nel 2025 a livello nazionale, il 20,2% riguarda imprese del commercio; il 19,7% delle costruzioni; l’16,6% attività manifatturiere; il 8,9% sono attive nei servizi di alloggio e ristorazione; il 6,4% nel trasporto e magazzinaggio.
Questi sono i settori maggiormente rappresentati, con alcune specificità territoriali: la stessa analisi per codice Ateco nella sola regione delle Marche mostra che il 34,3% delle imprese coinvolte sono manifatturiere; un’incidenza ancora più marcata (40% su un totale di oltre 60 strumenti iscritti nel database) nella sola provincia di Fermo dove ha sede lo storico distretto calzaturiero, particolarmente colpito dalla crisi dell’export.
Spostandosi in Lazio, l’analisi settoriale cambia ancora una volta: qui a essere maggiormente colpito dalle procedure di liquidazione è il commercio al dettaglio e all’ingrosso dove si concentra il 21,5% degli strumenti di regolazione utilizzati da imprese del territorio; segue il commercio dove si concentra circa il 19% delle procedure.









