Fino a 48mila pacchetti di sigarette prodotti al giorno e ricavi multimilionari. La Guardia di finanza e i Carabinieri di Torino hanno smantellato un’associazione a delinquere transnazionale attiva nella produzione illegale e nel contrabbando di tabacchi lavorati. La maxi-operazione interforze “Chain smoking”, che ha coinvolto oltre 130 militari, ha portato all’esecuzione di 23 misure cautelari personali e al sequestro preventivo di beni per quasi 140 milioni di euro.
La produzione
I sequestri e le misure cautelari, però, sono solo l’esito di una complessa attività investigativa iniziata nei mesi scorsi: a ottobre 2025 la Gdf di Torino e la Compagnia Carabinieri di Venaria Reale avevano individuato cinque fabbriche clandestine sul territorio del capoluogo piemontese e nell’hinterland. Proprio in questi stabilimenti si svolgeva la produzione illegale di sigarette, che venivano immagazzinate in due depositi progettati per lo stoccaggio del prodotto.
Gli stabilimenti erano dotati di vere e proprie linee produttive complete di macchinari costosi, apparati e strumenti tecnologici. Nello specifico, queste strutture erano mimetizzate in aree industriali situate nel nord di Torino, nei quartieri di Madonna di campagna, Barca e Rebaudengo e nei comuni di Caselle Torinese, Venaria Reale e Avigliana.
L’attività illegale
Nei mesi scorsi, quindi, una volta individuati gli stabilimenti illegali, le forze dell’ordine avevano sequestrato oltre 230 tonnellate di tabacco lavorato di provenienza extra-Ue, 22 tonnellate di sigarette in gran parte già confezionate in pacchetti e quasi 538 milioni di componenti (filtri, cartine e cartoncini per il packaging) per la realizzazione e il confezionamento delle sigarette, che si avvalevano dei marchi contraffatti di alcuni dei più noti brand del settore. La capacità produttiva delle fabbriche – sofisticate e perfettamente funzionanti – era notevole. Secondo le prime stime di Fiamme gialle e Carabinieri, l’associazione sarebbe stata in grado di immettere sul mercato illegale almeno 35 milioni di pacchetti di sigarette, per un totale di circa 700 tonnellate di prodotto. C
ome spiegano i Carabinieri, il personale sarebbe stato impiegato in condizioni di sfruttamento, senza tenere conto delle norme di sicurezza, con turni massacranti e senza alcuna tutela. Gli impianti erano alimentati con gruppi elettrogeni per evitare che i picchi di consumo energetico tradissero la presenza di macchinari funzionanti a pieno ritmo. Le finestre erano state oscurate e gli interni erano illuminati solo artificialmente.










