La tornata contrattuale relativa al triennio 2022/2024 è, dunque, finalmente completata. Con la firma dell’Area delle Funzioni locali del 23 febbraio e quella dell’Area della Sanità del 27, per tutto il personale del Ssn sono stati rinnovati i contratti di lavoro. I due sopra ricordati si affiancano al CCNL del Comparto del 27.10.2025 per disciplinare il trattamento giuridico ed economico di 723.000 lavoratori (137.370 dirigenti sanitari, 5.218 dirigenti PTA, 581.148 addetti del comparto).
I due contratti recenti hanno definito la fase di integrazione dell’efficacia senza particolari ostacoli pervenendo alla stipula, rispettivamente, dopo 103 e 100 giorni dalla Preintesa. I testi sono esattamente quelli dell’11 e del 18 novembre scorso, comprese le dichiarazioni congiunte allegate, con la sola eccezione di un banale errore materiale corretto relativamente alla numerazione degli articoli.
Contratti ponte condivisi
Il giudizio complessivo sui rinnovi è piuttosto agevole, perché sono da considerare contratti-ponte chiusi in fretta e in modo condiviso dalle controparti, soprattutto per non far perdere ulteriore potere d’acquisto agli aumenti salariali. In realtà, sono quasi dei non-contratti, nel senso che attribuiscono incrementi retributivi blindati e non negoziabili e sul piano normativo prevedono piccole modifiche, ma non risolvono molti aspetti di grande criticità che vengono rinviati al prossimo contratto relativo al triennio 2025/2027, comunque in corso già da 15 mesi.
Ecco che allora appare molto più interessante l’esame dell’Atto di indirizzo del Comitato di settore rilasciato il 26 febbraio ad immediato ridosso della firma; per la dirigenza PTA, il documento è ancora in elaborazione. Scorrendo l’Atto di indirizzo, un immediato aspetto di valenza politica riguarda il fatto che per la prima volta i rinnovi contrattuali di dirigenza e comparto procederanno in modo temporalmente allineato e la tempestività della contrattazione rappresenterà di per sé un risultato significativo; intendiamoci, gli inaccettabili ritardi non sono superati perché, pur cominciando subito le trattative, si può presumere che si concluderanno più o meno a due terzi della vigenza contrattuale.
Le novità dell’Atto di indirizzo
Il Paragrafo 2 tratta del Quadro finanziario che indica a regime un aumento del 5,4% del monte salari 2023. Ma il rinnovo contrattuale dovrà anche mettere a terra gli incrementi extracontrattuali stanziati dalle leggi di Bilancio del 2024 e 2025. Nel Paragrafo 3 si forniscono gli indirizzi su sei specifiche tematiche. Quella sub a) postula di aumentare l’attrattività del rapporto di lavoro nel Ssn e riprende la questione dell’orario di lavoro, con particolare riferimento agli aspetti critici e mai risolti quali i piani di lavoro, le eccedenze, le ore di straordinario non riconosciute. A seguire, il documento accenna al welfare contrattuale e aziendale, ricadendo per l’ennesima volta nell’equivoco di sempre: se non si prevedono risorse dedicate il welfare rimarrà una scatola vuota e pensare che possa essere finanziato con quote dei fondi o degli stessi incrementi contrattuali è pura utopia. Più concreto appare il capoverso seguente, laddove per la prima volta in assoluto si afferma che i turnisti dopo sei ore hanno diritto al buono pasto. Evidentemente dopo decine di sentenze favorevoli agli infermieri, si è capito che insistere nel negarlo sarebbe stato una forma di resistenza temeraria. Tuttavia, nel testo è presente un inciso che fa ritenere che la trattativa sarà tutt’altro che semplice, perché il diritto si eserciterà “compatibilmente con le risorse finanziarie” che potrebbe voler dire che sarà finanziato come un di cui del 5,4 %.











