L’Italia sta lavorando per entrare “a breve” nella Pax Silica, l’iniziativa internazionale guidata dagli Stati Uniti sui minerali critici, ed è pronta a firmare un memorandum d’intesa con Washington sul tema delle terre rare come passo in questa direzione. Mentre si avvicina il summit di Pax Silica convocato per il 25 e 26 giugno a Washington, il governo valuta di partecipare al summit, forse a livello di ambasciatore ma non ancora deciso (dovrebbe intervenire Armando Varricchio), mentre nel frattempo lavora a una nuova data per la firma del memorandum sui minerali, inizialmente prevista al Business Forum di Miami poi cancellato per le tensioni Trump-Meloni. Da mesi, la partecipazione alla Pax Silica – auspicata dagli americani – è stata sollecitata dal ministro degli Affari esteri Antonio Tajani anche con i colleghi europei, in particolare con il commissario europeo al commercio Sefcovic.
La “Pace del Silicio”
La Pax Silica (dal latino “Pace del Silicio”) è dunque una nuova alleanza tecnologica e geopolitica a guida statunitense. È l’iniziativa di punta del Dipartimento di Stato Usa in materia di intelligenza artificiale e sicurezza della catena di approvvigionamento. L’iniziativa è nata per blindare la filiera dell’AI, dei semiconduttori avanzati e dei minerali critici, isolando progressivamente la Cina. Lanciata ufficialmente dal Dipartimento di Stato americano nel dicembre 2025, la proposta si è rapidamente trasformata in una vera e propria architettura di sicurezza economica globale. Dopo un’iniziale fase di attesa, l’Unione Europea si sta preparando a formalizzare il proprio ingresso (l’Italia si è adoperata per questo risultato), spinta dalla necessità di non rimanere esclusa dagli standard globali sull’IA definiti da Washington.
I fondi
Il 26 marzo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato che intende, in collaborazione con il Congresso, stanziare 250 milioni di dollari di fondi per l’assistenza estera a favore di questa iniziativa volta a sostenere l’estrazione e la lavorazione di minerali critici, le infrastrutture essenziali e gli impianti di produzione che garantiscono la sicurezza e l’affidabilità delle catene di approvvigionamento dei semiconduttori.
La posizione dell’Italia
Il dossier è sul tavolo del governo italiano. Roma sta definendo i dettagli di un memorandum d’intesa bilaterale con gli Usa sui minerali critici (caldeggiato da Tajani e dal segretario di Stato americano Marco Rubio) come passaggio preparatorio per l’ingresso ufficiale dell’Italia nella Pax Silica. L’obiettivo della mossa è anche quello di vedere archiviate le tensioni degli ultimi giorni. La firma del memorandum sui minerali e l’adesione dell’Italia alla Pax Silica sarebbero considerate il primo passo sulla roadmap per rinsaldare le relazioni tra Italia e Stati Uniti.
La trattativa per la forma del memorandum
Si lavora a livello diplomatico per arrivare alla firma del memorandum, che si inserisce sul solco di quello firmato ad aprile dall’Ue con Washington. L’intesa offre ampio potenziale per partenariati tra imprese italiane e statunitensi nei settori della raffinazione, trasformazione, riciclo e recupero dei materiali – ambito in cui l’Italia è particolarmente specializzata – così come per co-investimenti in Paesi terzi affidabili.










