Close Menu
Italia Parlare
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Tendenza
La Scala presenta la stagione Debutta Myung-Whun Chung

La Scala presenta la stagione Debutta Myung-Whun Chung

Maggio 29, 2026
Istat: ad aprile il tasso di occupazione sale al 63,1% (+0,3 punti)

Istat: ad aprile il tasso di occupazione sale al 63,1% (+0,3 punti)

Maggio 29, 2026
Borse europee contrastate, il petrolio scende sotto i 92 dollari al barile

Borse europee contrastate, il petrolio scende sotto i 92 dollari al barile

Maggio 29, 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Italia Parlare
  • Pagina Principale
  • Ultime Notizie
  • Storie Web
  • Globale
  • Comunicato Stampa
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Newsletter Quotidiana
Italia Parlare
Home » crescita debole, ma l’IA può dare fino a +1% di produttività
Economia

crescita debole, ma l’IA può dare fino a +1% di produttività

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 29, 20269 min di lettura
Facebook Twitter Pinterest WhatsApp LinkedIn Email Reddit Telegram
crescita debole, ma l’IA può dare fino a +1% di produttività

L’economia italiana resterà “debole” nei prossimi mesi e potrebbe “ristagnare” o “contrarsi” poiché il conflitto in Medio Oriente “ha indebolito prospettive già fragili”. È l’avvertimento lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nelle Considerazioni finali in occasione della Relazione annuale. “Lo slancio si è attenuato”, ha osservato Panetta sottolineando che “hanno pesato il deterioramento del quadro geopolitico, l’inasprimento delle politiche commerciali statunitensi e le difficoltà dell’economia tedesca, principale mercato di sbocco delle nostre esportazioni”. La domanda interna, ha proseguito, “è stata frenata dalla modesta dinamica del reddito disponibile, su cui ha inciso la perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni. Nel 2025 il Pil è aumentato dello 0,5 per cento, meno della media dell’area dell’euro”. Il conflitto nel Golfo Persico, ha spiegato il numero uno di Bankitalia, “ha indebolito prospettive già fragili. Secondo le proiezioni, l’attività economica resterà debole nei prossimi mesi: negli scenari più sfavorevoli, potrebbe ristagnare o contrarsi”.

Con guerra rischi crescita globale, quadro fragile
Il conflitto nel Golfo Persico ha “drammaticamente modificato” la situazione globale e la crescita mondiale “è esposta a rischi più numerosi, più interconnessi e più difficili da governare rispetto al passato”. “Il blocco dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita abitualmente un quinto delle forniture mondiali di petrolio e di gas liquefatto – ha osservato Panetta – ha provocato carenze di offerta e forti rincari delle materie prime energetiche”. “Il quadro generale resta fragile”, ha spiegato il numero uno di Bankitalia. E ha messo in guardia: “Con ingenti debiti pubblici e vulnerabilità crescenti nell’intermediazione non bancaria, anche shock circoscritti possono generare effetti a cascata”. 

Contro inflazione misure temporanee ma pure strutturali
“Misure mirate e temporanee di sostegno a famiglie e imprese possono essere necessarie nelle fasi critiche per attenuare l’impatto dei rincari” ma “vanno affiancate da interventi strutturali volti ad affrontare la vulnerabilità energetica”. “Solo accelerando la transizione potremo ridurre stabilmente la dipendenza dall’estero ed evitare che nuovi shock tornino a colpire duramente redditi, competitività e crescita”, ha osservato Panetta.

Stop a sussidi generici, politiche mirate per redditi
L’Italia “dispone di punti di forza rilevanti: infrastrutture di calcolo tra le più avanzate d’Europa, una solida tradizione scientifica e universitaria, un ampio risparmio privato” ma “serve una strategia in grado di mobilitare queste risorse: non sussidi generici, ma politiche mirate”. L’Italia, ha spiegato Panetta, “deve guardare al futuro con determinazione. Ha punti di forza importanti: conoscenze scientifiche all’avanguardia, risorse umane da valorizzare, un sistema produttivo con eccellenze riconosciute, una solida posizione finanziaria di banche, imprese e famiglie. È un patrimonio prezioso. Perché diventi un vero vantaggio, occorre orientarlo verso crescita, redditi e prosperità negli anni a venire”.

Offrire opportunità ai giovani, premiare il merito
“Il criterio ultimo del successo sarà la capacità di offrire opportunità e futuro ai giovani. Un Paese che innova deve saper valorizzare le competenze, premiare il merito, trattenere e attrarre talenti, consentire a ciascuno di contribuire secondo le proprie abilità. È una questione di efficienza e di giustizia insieme”. “Creare le condizioni perché le nuove generazioni – prosegue – possano realizzare le loro aspirazioni e concorrere al progresso del Paese non è solo una responsabilità economica: è il compito civile di questo tempo. Solo così l’Italia potrà attraversare un mondo sempre più frammentato senza subirne le divisioni, e trasformare la transizione tecnologica in una stagione di libertà, lavoro e fiducia nel futuro”.

Per Italia sfida produttività non rinviabile
La sfida della competitività per l’Italia “non è più rinviabile” e per innalzarla è necessario affrontare “debolezze” decennali. In prospettiva, ha osservato, “il nodo della competitività rischia di tornare centrale. La presenza degli esportatori italiani resta limitata nei mercati asiatici, destinati a essere i principali motori della domanda globale, mentre la concorrenza cinese accresce la pressione anche nei comparti manifatturieri tecnologicamente avanzati”. L’Italia, ha rimarcato il numero uno di Bankitalia, “conserva punti di forza rilevanti nella meccanica, nella farmaceutica e nelle produzioni di qualità: solo investendo e innovando saranno valorizzati. Senza un deciso aumento della produttività – ha spiegato – l’economia italiana potrebbe restare ancorata a tassi di crescita strutturalmente modesti. Dall’inizio del secolo il prodotto per ora lavorata nel settore privato non finanziario è cresciuto di appena il 6 per cento, contro incrementi compresi tra il 13 e il 34 per cento negli altri grandi paesi dell’area dell’euro”.
Secondo Panetta, “la demografia rende questa sfida non rinviabile. Con una popolazione in età da lavoro in forte diminuzione, non potremo contare stabilmente sull’aumento degli occupati per sostenere lo sviluppo. Per innalzare la produttività – ha concluso – occorre affrontare le debolezze che da decenni frenano l’economia italiana: la scarsa innovazione, i bassi livelli di capitale umano, la dipendenza energetica. Lo sforzo di investimento degli ultimi anni va proseguito e reso più efficace, migliorando la qualità dell’azione pubblica”.

Con rincari milioni rischiano povertà estrema
“Le pressioni si sono estese anche a materie prime essenziali per molti settori. Particolare preoccupazione destano i forti rincari dei fertilizzanti. I loro effetti sui prezzi dei beni alimentari si manifesteranno appieno all’inizio del prossimo anno, una volta completati i cicli di semina e di raccolta. Ne deriverà un aggravamento dell’insicurezza alimentare, che potrebbe spingere decine di milioni di persone nei paesi a basso reddito verso condizioni di povertà estrema”.

Taglio debito libera risorse sviluppo-spesa sociale
“L’intervento pubblico deve accompagnare questa trasformazione. Imboccando con decisione un sentiero che consenta di ridurre stabilmente il peso del debito pubblico, si liberano risorse per la spesa sociale e per lo sviluppo. Occorre facilitare il salto tecnologico delle imprese, rafforzare il capitale umano, orientare il risparmio verso investimenti produttivi, accompagnare i lavoratori nei cambiamenti che la nuova economia richiederà”.

Con shock rischio inflazione Eurozona oltre 6%
“Secondo le proiezioni della BCE di marzo, nello scenario di base – in cui lo shock energetico verrebbe rapidamente riassorbito – la crescita dell’area scenderebbe allo 0,9 per cento nel 2026, per poi risalire all’1,5 nel biennio seguente. L’inflazione aumenterebbe al 2,6 per cento nel 2026 e tornerebbe successivamente all’obiettivo”. “Negli scenari più sfavorevoli – ha aggiunto – un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente 1 punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27. L’inflazione potrebbe raggiungere un picco superiore al 6 per cento e, se non contrastata, rimanere a lungo al di sopra dell’obiettivo, via via che lo shock energetico si trasmette a un numero crescente di settori”.

Shock richiede di ricalibrare azione Bce su tassi
La Bce “agirà con la tempestività e la misura necessarie per evitare che lo shock energetico si trasformi in inflazione persistente” ma il quadro prospettico potrebbe “richiedere una ricalibrazione dell’orientamento della politica monetaria, per contrastare il rischio di tensioni inflazionistiche persistenti”. Lo shock energetico, ha evidenziato Panetta, “sta già spingendo al rialzo la dinamica dei prezzi al consumo. Anche nell’ipotesi di una rapida risoluzione del conflitto, una pronta normalizzazione delle quotazioni di petrolio e gas appare improbabile”. Per il numero uno di Bankitalia, “resta essenziale non vincolarsi a un percorso predeterminato. Difendere la stabilità dei prezzi – ha osservato – significa preservare il potere d’acquisto delle famiglie, la fiducia delle imprese e le condizioni per una crescita duratura”.

Evitare costosa e dannosa spirale prezzi-salari
“La politica monetaria non può evitare che il rincaro dell’energia si trasmetta al sistema produttivo. Deve però impedire che questo processo dia luogo a un’inflazione persistente, radicata nelle aspettative e nelle scelte di imprese e lavoratori. Una spirale tra prezzi e salari va prevenuta: una volta avviata, sarebbe dannosa e costosa da eliminare”.

Credibilità azione Ue si basa su tempestività
“L’instabilità internazionale non lascia spazio a esitazioni o risposte parziali. L’efficacia delle riforme dipenderà dalla capacità dell’Europa di superare gli ostacoli che troppo spesso ne rallentano l’attuazione: negoziati lunghi, compromessi al ribasso, applicazioni nazionali disomogenee, risorse annunciate ma non mobilitate. Le priorità sono state individuate; il compito ora è trasformarle in decisioni tempestive, finanziamenti adeguati e risultati concreti. È su questa capacità di esecuzione che si misura la credibilità dell’azione europea”.

Da AI possibile aumento produttività Italia fino 1%
“Il contributo potenziale” dell’IA alla crescita dell’economia italiana “è rilevante. La produttività del lavoro potrebbe aumentare di 0,2 punti percentuali all’anno in uno scenario di adozione lenta, e di oltre 1 punto in caso di diffusione rapida e pervasiva. Nello scenario più favorevole, questi guadagni potrebbero più che compensare il calo del prodotto potenziale dovuto alla contrazione della popolazione in età da lavoro”. “L’intelligenza artificiale – aggiunge – può divenire una leva decisiva per rilanciare la produttività dell’economia italiana. Il potenziale, tuttavia, non si realizzerà automaticamente: dipenderà dal grado di diffusione tra le imprese – a partire da quelle piccole e medie – e dalla capacità di integrarla nei processi produttivi”. Panetta sottolinea che “la quota di aziende che fa ricorso all’intelligenza artificiale negli ultimi anni è cresciuta – sottolinea – al 30 per cento. Tuttavia, appena il 5 per cento ne fa un uso intensivo. Nella maggior parte dei casi l’impiego resta confinato ad applicazioni semplici, che accrescono la produttività individuale ma non trasformano in profondità i processi aziendali. Nel confronto internazionale, la diffusione rimane contenuta”.

IA genera nuovi lavori ma transizione non priva costi
L’impatto dell’Intelligenza artificiale sul lavoro “merita particolare attenzione. Per la prima volta, una tecnologia può svolgere compiti a elevato contenuto cognitivo, finora considerati al riparo dall’automazione. Non è nuovo che il progresso tecnico trasformi la domanda di lavoro; nuova è l’ampiezza delle attività potenzialmente interessate. L’esperienza storica mostra tuttavia che le grandi innovazioni non si limitano a rendere obsolete alcune professioni: ne generano di nuove”. Il governatore annota che, “riducendo costi e prezzi, l’aumento di produttività indotto dall’intelligenza artificiale potrebbe espandere la domanda, sostenere l’attività economica e favorire l’occupazione. Il contenuto del lavoro cambierà, anche se non è ancora possibile prevederne pienamente gli sviluppi. In alcuni casi l’intelligenza artificiale affiancherà le persone, consentendo loro di concentrarsi sulle attività a maggior valore aggiunto; in altri, il contributo umano si ridefinirà attorno a ciò che l’automazione non può sostituire: interpretare i risultati, esercitare giudizio, garantire l’affidabilità dei processi”. Panetta analizza: “La transizione non sarà priva di costi. Non tutti i lavoratori potranno spostarsi agevolmente dalle attività rese obsolete verso quelle nuove; i benefici potrebbero concentrarsi su chi possiede competenze più elevate, accentuando le disuguaglianze. Perché l’intelligenza artificiale diventi una leva di crescita diffusa, occorre favorirne l’adozione nelle imprese – incluse quelle piccole e medie – e investire nella formazione delle persone”.

Superare ostacoli su IA, intervento pubblico decisivo
“Un’adozione estesa dell’intelligenza artificiale incontra però ostacoli significativi, soprattutto tra le imprese minori. Comporta costi iniziali elevati e richiede competenze tecniche e gestionali per individuare le soluzioni più adatte, riorganizzare i processi, gestire i rischi legali e tutelare la riservatezza dei dati. I benefici aumentano quando l’adozione si diffonde lungo le filiere”. “Le singole imprese, tuttavia, decidono sulla base dei propri rendimenti attesi, senza considerare pienamente i vantaggi per il sistema produttivo nel suo complesso. La frammentazione della domanda scoraggia, a sua volta, la nascita di fornitori specializzati. Per superare questi ostacoli, l’intervento pubblico può essere decisivo, soprattutto nelle fasi iniziali”.

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

La Scala presenta la stagione Debutta Myung-Whun Chung

La Scala presenta la stagione Debutta Myung-Whun Chung

Borse europee contrastate, il petrolio scende sotto i 92 dollari al barile

Borse europee contrastate, il petrolio scende sotto i 92 dollari al barile

Racconti sempre più a frammenti: la fabbrica delle clip è a pieni giri

Racconti sempre più a frammenti: la fabbrica delle clip è a pieni giri

raddoppiati con guerra in Medio Oriente

raddoppiati con guerra in Medio Oriente

L’Istat rivede al rialzo le stime del Pil nel primo trimestre a +0,3%, ma cresce inflazione

L’Istat rivede al rialzo le stime del Pil nel primo trimestre a +0,3%, ma cresce inflazione

Fondi di coesione contro il caro-energia, scontro tra il commissario Ue Fitto e le Regioni

Fondi di coesione contro il caro-energia, scontro tra il commissario Ue Fitto e le Regioni

Nuova squadra alla guida di Federturismo

Nuova squadra alla guida di Federturismo

Sanità in Lombardia, acquisti centralizzati ma i costi aumentano

Sanità in Lombardia, acquisti centralizzati ma i costi aumentano

Ortombina: «La nuova stagione della Scala sarà all’insegna dell’inclusività»

Ortombina: «La nuova stagione della Scala sarà all’insegna dell’inclusività»

Articoli Principali

Istat: ad aprile il tasso di occupazione sale al 63,1% (+0,3 punti)

Istat: ad aprile il tasso di occupazione sale al 63,1% (+0,3 punti)

Maggio 29, 2026
Borse europee contrastate, il petrolio scende sotto i 92 dollari al barile

Borse europee contrastate, il petrolio scende sotto i 92 dollari al barile

Maggio 29, 2026
Racconti sempre più a frammenti: la fabbrica delle clip è a pieni giri

Racconti sempre più a frammenti: la fabbrica delle clip è a pieni giri

Maggio 29, 2026
Come si mangia in crociera? Ecco tutti i segreti della ristorazione di bordo

Come si mangia in crociera? Ecco tutti i segreti della ristorazione di bordo

Maggio 29, 2026

Ultime Notizie

Fornitura illecita di lavoratori e caporalato, la Gdf scopre maxi frodi da 1 miliardo

Fornitura illecita di lavoratori e caporalato, la Gdf scopre maxi frodi da 1 miliardo

Maggio 29, 2026
“Una grande emozione ma diventi la normalità”

“Una grande emozione ma diventi la normalità”

Maggio 29, 2026
La Tomba François entra nel patrimonio dello Stato. Grande esposizione al Museo etrusco di Villa Giulia dal 25 giugno

La Tomba François entra nel patrimonio dello Stato. Grande esposizione al Museo etrusco di Villa Giulia dal 25 giugno

Maggio 29, 2026
Facebook X (Twitter) Pinterest TikTok Instagram
© 2026 Italia Parlare. Tutti i diritti riservati.
  • Politica Sulla Riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.