Dalla natalità alla scuola, arrivando fino agli impianti nei territori più fragili. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, le ha definite le «sfide strutturali del Paese», ma anche quelle con cui si deve confrontare il modello sportivo italiano.
Lo ha fatto dalla Salone d’Onore del Coni, dove si è tenuta la presentazione del piano operativo quadriennale, con la presenza del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e il capo di Gabinetto del ministro per lo Sport, Sabrina Bono. Dalle Olimpiadi di Milano-Cortina arrivando alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028: è stata un’occasione per tracciare la rotta dello sport italiano fino al 2028.
Sono sfide, ha detto Buonfiglio, «che richiedono una visione di lungo periodo e un’azione coordinata tra istituzioni, sistema sportivo e comunità locali. Sono sfide che vogliamo affrontare per trasformare i valori dello sport in un patrimonio condiviso per l’intera nazione e, diciamolo con chiarezza, anche in medaglie. Un patrimonio capace di generare benessere, coesione sociale e opportunità di crescita per il Paese».
Un piano che si fonda su quattro pilastri
Dopo la premessa, sono stati annunciati i quattro pilastri su cui si fonda il piano. A partire dagli investimenti nei centri di preparazione olimpica, esistenti o nuovi, nella medicina e nella scienza dello sport: «Nel 2024 abbiamo registrato oltre 104.000 presenze nei centri olimpici e oltre 94.000 prestazioni sanitarie, un patrimonio che va consolidato», ha detto Buonfiglio.
Poi, la formazione di allenatori, tecnici e dirigenti, la sostenibilità nei progetti, che dovranno «integrare ambiente, società e governance», e infine i valori olimpici: «I cinque cerchi – ha spiegato il presidente del Coni – non sono solo un simbolo: sono una responsabilità. Vogliamo tradurre l’olimpismo in prassi quotidiana, dentro e fuori i campi di gara, per generare un impatto duraturo sulla società».












