Meglio i mercati extra-Ue rispetto all’Europa. Per una crescita trainata ancora una volta dalla farmaceutica. Sono i dati salienti delle rilevazioni Istat sull’export di ottobre, che vede in media un progresso del 2,3%, dello 0,5% in termini di volumi.
Una crescita tendenziale molto più sostenuta per i mercati extra Ue (+4,1%) rispetto a quelli Ue (+0,5%) mentre le importazioni registrano un incremento tendenziale in valore del 3,4%, che coinvolge in misura più marcata l’area extra Ue (+4,2%) rispetto a quella Ue (+2,7%); in volume, le importazioni crescono del 4,4%.
Tra i settori che più contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export si segnalano articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+18,5%) e metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+13,7%) mentre altrove i dati sono decisamente men o brillanti, con più settori al palo, mentre a cedere terreno sono ancora una volta gli autoveicoli (-7,3%). Settore che spinge in rosso il bilancio mensile della Germania (-0,4% per gli acquisti di made in Italy), nonostante i progressi visibili in altri settori.
Peer l’export tricolore è positivo il bilancio dei 10 mesi (+3,4), in cui è però determinante il contributo della farmaceutica: settore che cresce del 34%, in grado da solo di produrre vendite estere per 59 miliardi, l’11% del totale. Se l’export complessivo cresce tra gennaio e ottobre di 17,7 miliardi (siamo a quota 537 miliardi), la sola farmaceutica ne aggiunge quasi 15. Farmaci che influenzano pesantemente i risultati dei Paesi in cui la crescita del nostro export è più elevata, come Svizzera (+35%) oppure Stati Uniti (+9,7%).
In termini di importazioni, da rilevare è la crescita a doppia cifra delle auto dalla Cina, in progresso del 56% tra gennaio e ottobre, a quota 1,7 miliardi, il 5% dell’import totale di categoria.










