Come si calcola il dazio, chi lo paga e cosa succede in caso di reso? A poche ore dall’entrata in vigore del nuovo prelievo da 3 euro sui mini-pacchi extra Ue, tornano utili le linee guida — in formato domanda e risposta — pubblicate dalla Commissione europea.
Indicazioni ribadite anche dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con la circolare n. 17/2026 del 25 giugno, che ha tradotto quelle istruzioni in adempimenti concreti per gli operatori italiani. Il quadro che emerge chiarisce alcuni punti che nel dibattito pubblico sono rimasti in ombra.
Il meccanismo di calcolo
Il primo riguarda il meccanismo di calcolo. Il dazio non si applica al pacco ma al singolo articolo, identificato in base alla classificazione tariffaria. Le linee guida della Commissione lo illustrano con un esempio: una spedizione con cinque magliette identiche paga 3 euro, perché si tratta di un unico articolo merceologico; una spedizione con una maglietta e un orologio paga 6 euro, perché sono due categorie distinte. La distinzione rilevante non è quindi la quantità dei pezzi ma la diversità delle categorie merceologiche presenti nella spedizione.
La circolare Adm precisa che il prelievo è collegato alle linee dichiarative: quando più merci possono essere correttamente ricondotte a un unico articolo secondo le regole del dataset doganale, il dazio si applica una sola volta. Sul piano tecnico, il Q&A chiarisce che gli operatori devono utilizzare una riga per ogni gruppo di merci con la stessa classificazione tariffaria nel tracciato H7, con possibilità di indicare la quantità nel campo «descrizione delle merci».
Chi paga
Il secondo punto riguarda il soggetto obbligato. Il responsabile del pagamento è il dichiarante: il venditore o l’importatore del bene, sia esso titolare Ioss, utilizzatore di accordi speciali o loro rappresentante indiretto. Solo in casi definiti «rarissimi» dalla Commissione il pagamento ricade sul consumatore finale, negli Stati membri che offrono un sistema di dichiarazione online gratuito per i privati.











