Novità in vista per il settore dell’artigianato e per quello industriale con l’entrata in vigore del decreto legislativo 51/2026 in materia di protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti. Da oggi, 7 maggio, il Dlgs promosso dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, diventa operativo. Le misure riguardano il debutto in Italia del nuovo sistema europeo di tutela delle IGP UE non-agri.
Cosa prevede il decreto
La novità si applica alle indicazioni geografiche protette in Italia nei prodotti industriali e artigianali, mentre fino a oggi l’Igp è stata prerogativa dell’agroalimentare. Le regole seguono i percorsi indicati dal regolamento Ue 2023/2411 del Parlamento europeo e del Consiglio. L’italia completa così l’adeguamento previsto dalla normativa europea. Dal 1º dicembre dello scorso anno – data in cui decorre il regolamento europeo – sono pervenute 13 domande.
Quali sono i prodotti ammessi
Le tutele per i prodotti alimentari sono previste già attraverso altre misure, mentre lo stesso non era previsto – prima del 2023 – per i prodotti artigianali o industriali, regolati dal decreto entrato in vigore il 7 maggio. L’obiettivo è quello di tutelare gli acquisti dei consumatori e di aumentare l’impatto economico positivo sulle diverse tipologie di imprese.
Il regolamento europeo prevede già un lungo elenco di prodotti candidabili per l’Igp come, ad esempio, quelli realizzati in legno, vetro o lavorati in cuoio e pelle. Tutelati anche tessuti e pizzi di produzione locale, come le produzioni in porcellana e in ceramica. Inclusi anche i gioielli e le posate.
Tra le associazioni che hanno reso pubblica la notizia della presentazione al Mimit della domanda di registrazione ci sono i nomi di Vetro di Murano, Merletto di Burano, Ceramica di Caltagirone, Cammeo di Torre del Greco, Corallo di Torre del Greco e la Ceramica di Vietri.

