Chi non butta l’occhio sul proprio smartphone per leggere i commenti dei clienti prima di andare al ristorante o di prenotare una vacanza? I numeri confermano che sia diventata ormai una abitudine consolidata quella di informarsi su un locale, verificando i feedback degli altri piuttosto che leggere la scheda del sito.
Ora il Parlamento dichiara guerra alle false recensioni online, approvando delle norme proprio per tutelare ristoratori e albergatori, ma anche i clienti dai giudizi fuorvianti. Dopo l’ok definitivo del Senato al ddl sulle Pmi, si attende soltanto la pubblicazione della Gazzetta.
La norma riguarda il settore alberghiero e quello della ristorazione. Niente da fare per l’e-commerce per cui la stessa Amazon aveva avviato un processo in Italia contro una piattaforma che fabbricava recensioni false, per cui il Tribunale di Milano ne ha disposto la chiusura.
Quando una recensione è lecita secondo la norma
In base alla nuova legge sulle Pmi, che ha ricevuto il via libera definitivo dal Senato lo scorso 5 marzo, ma che attende la pubblicazione sulla Gazzetta, ci sono doversi criteri da rispettare affinchè la recensione online venga considerata come legittima. In primis, se pubblicata entro trenta giorni da chi ha personalmente ed effettivamente sperimentato il servizio o il prodotto.
Deve inoltre rispondere alle caratteristiche della struttura che offre il servizio e del locale in cui è avvenuta la consumazione, con una descrizione pertinente dell’esperienza vissuta. Infine, deve essere corredata di evidenze del rilascio di documentazione fiscale








