L’impatto sul welfare
Non solo. L’invecchiamento della popolazione eserciterebbe pressioni sul sistema di welfare. Gli indici di dipendenza peggiorerebbero in modo significativo: se infatti oggi 100 persone in età lavorativa sostengono 48,6 persone tra giovani e anziani, nel 2080 dovrebbero sostenerne 74,4. L’incidenza degli anziani sulla popolazione in età da lavoro passerebbe dal 30,5% al 54,7%.
Il rischio di pensioni non adeguate
Queste evoluzioni, spiega l’indagine Abi, avranno implicazioni anche sul sistema pensionistico. Nel 2024 la spesa pensionistica ha raggiunto i 337 miliardi di euro (15,4% del Pil). Secondo le proiezioni della Ragioneria dello Stato, questa spesa salirebbe a un picco poco superiore al 17% nel 2040, per poi ridursi verso il 14% negli anni Settanta. Pur restando solido il profilo di sostenibilità, aumenterebbero i rischi di pensioni non adeguate: per la Ragioneria Generale dello Stato, il tasso di sostituzione netto scenderebbe dall’82% attuale al 64% nel 2070, con una riduzione di oltre il 20% dell’assegno. Per carriere discontinue o frammentate crescerebbe il rischio di pensioni non adeguate.
L’Abi: occorre agire su più fattori
Di qui la conclusione del report Abi: per mitigare gli effetti negativi della attesa dinamica demografica, risulta fondamentale agire su più fattori, favorendo e rafforzando percorsi di inclusione delle fasce più vulnerabili della popolazione e sviluppando ulteriori collaborazioni e proposte congiunte pubblico-privato, anche nei settori del credito, della previdenza complementare, delle assicurazioni, dell’educazione finanziaria e per le pari opportunità.
«Di fronte al cambiamento strutturale in atto -sottolinea Marco Elio Rottigni, direttore generale Abi, intervenendo su scenario e prospettive – il mondo bancario è pronto a collaborare con le istituzioni alla definizione di nuove misure per promuovere sviluppo e sostenibilità del Paese». Interventi mirati su alcuni fattori chiave, ha aggiunto, «possono ridurre in misura significativa l’impatto negativo della dinamica demografica sulla crescita economica. In tale contesto, la funzione delle banche si estende al più ampio affiancamento a famiglie e imprese, per interpretare in modo evoluto e strategico esigenze sempre più eterogenee, finanziarie ma anche sociali e culturali». «La transizione demografica – afferma Gianni Franco Papa, presidente del Comitato tecnico strategico Abi, amministratore delegato di Bper – è un tema da gestire in modo strategico e secondo una logica di sistema. Il calo delle nascite, l’invecchiamento e la trasformazione della struttura della popolazione ci pongono di fronte a sfide economiche, sociali e culturali rilevanti, con impatti profondi anche sul mercato del lavoro, nonché a crescenti necessità e nuove fragilità ma anche opportunità».

