Innovazione tecnologica, sostenibilità, competitività industriale e nuove politiche per l’abitare. Sono questi i principali temi emersi dal Forum Italiano Innovazione e Sostenibilità 2026, promosso da Remind, l’Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione, ieri presso la Sala Europa di Palazzo delle Generali a Roma. Un confronto tra Governo, istituzioni europee, imprese e rappresentanti dei settori produttivi, dedicato alle condizioni necessarie per rafforzare la competitività del sistema economico italiano, con particolare attenzione agli investimenti, alla transizione energetica e digitale e alla valorizzazione del patrimonio immobiliare.
Il Governo: sostenere lo slancio del Pnrr avanti con investimenti e ricerca
Tre le voci dei ministri che hanno delineato alcune delle principali direttrici delle politiche nazionali per l’innovazione e la competitività. Il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha richiamato i risultati del Pnrr e la necessità di rendere permanenti le innovazioni introdotte nella pubblica amministrazione: la sfida, dopo un Piano che ha mobilitato 194,4 miliardi di euro, contribuendo alla modernizzazione delle infrastrutture, alla digitalizzazione e alla riduzione dei divari territoriali – sarà consolidare le riforme, semplificare i procedimenti amministrativi e favorire nuovi investimenti privati.
Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha posto l’accento sul rapporto tra transizione tecnologica, sicurezza energetica e competitività manifatturiera. «Un Paese manifatturiero come l’Italia cresce soltanto se innova, e l’innovazione dura nel tempo soltanto se è sostenibile nell’accezione più ampia», ha affermato Urso, richiamando il nuovo Piano Transizione 5.0 e le politiche per la diversificazione energetica. Il ministro ha riferito che, dal 12 giugno, sono state trasmesse oltre 22mila prenotazioni, corrispondenti a quasi 7 miliardi di euro di investimenti.
Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha sottolineato il ruolo strategico della formazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico per rafforzare la capacità innovativa della Nazione. Particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione del capitale umano, all’attrazione dei talenti e al collegamento tra università, imprese e sistema sanitario.

