Piemonte ed Emilia-Romagna
La prima regione del Bacino padano ad annunciare la sospensione dello stop era stata il Piemonte, che già a luglio aveva approvato a maggioranza la delibera di aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria scongiurando il blocco. Tra le misure compensative individuate dalla giunta guidata da Alberto Cirio figurano incentivi all’utilizzo dei biocarburanti HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) per il trasporto pubblico locale e per i veicoli diesel Euro 5 ed Euro 6. «Raggiungiamo l’obiettivo di ridurre le emissioni e tutela la qualità dell’aria con misure alternative al blocco degli Euro 5 – ha annunciato il presidente Alberto Cirio – perché siamo convinti che la transizione ecologica sia una sfida necessaria, ma non può ricadere sulle spalle delle famiglie più fragili e dei ceti meno abbienti».
L’Emilia-Romagna ha deciso di sospendere il blocco strutturale alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 venerdì 11 settembre, annunciando che, come previsto dalla legge nazionale, è stato predisposto un pacchetto di misure alternative «per garantire una riduzione delle emissioni inquinanti addirittura superiore a quella quantificabile con il blocco».
Lo stop che sarebbe dovuto iniziare il 1° ottobre avrebbe interessato circa 90mila veicoli tra Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini. Tra le misure alternative figurano il posticipo al 1° novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura e il rafforzamento, nelle fasi emergenziali per la qualità dell’aria, delle limitazioni all’utilizzo degli impianti domestici a biomassa. In aggiunta, la regione ha stanziato dieci milioni di euro per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate a impianti fotovoltaici, con un provvedimento che è già stato presentato al ministero dell’Ambiente.
La Lombardia
L’unica regione del Bacino padano a non aver sospeso il blocco imposto dal governo tramite misure compensative rimane quindi la Lombardia. Qui le restrizioni, che riguardano solo i comuni con una popolazione superiore ai 100mila abitanti, saranno efficaci nei giorni feriali nei principali centri urbani (Milano, Brescia, Bergamo e Monza), dove i proprietari delle vetture interessate dovranno rispettare il fermo dal lunedì al venerdì, tra le 7.30 e le 19.30. Le limitazioni per i veicoli diesel Euro 5 entreranno in vigore a partire dal 1° ottobre 2026 per le autovetture, dal 1° ottobre 2027 per le categorie M2, N1 e N2 e dal 1° ottobre 2028 per tutte le altre categorie.
I cittadini potranno verificare se il proprio veicolo rientra nelle classi soggette a limitazione sulla loro carta di circolazione o, in alternativa, inserendo la targa del proprio veicolo all’interno del Portale dell’automobilista. I mezzi potenzialmente coinvolti sono quelli immatricolati tra il 2011 e il 2015, ma l’esito effettivo dipende dalle specifiche tecniche riportate sul documento di circolazione. Per chi viola i divieti sono previste multe d’importo compreso tra 168 e 679 euro.











