Il problema del gioco d’azzardo «esiste, riguarda fasce sempre più giovani, e richiede risposte concrete». A lanciare l’allarme è l’Agic, l’associazione che riunisce i principali operatori in concessione del gioco pubblico, che ha commentato con preoccupazione i dati emersi dalla Relazione 2026 al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze. Secondo l’indagine, infatti, la diffusione del fenomeno è in netta crescita: quasi un milione e 500mila studenti hanno giocato d’azzardo nel 2025, il valore più alto mai registrato.

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La crescita del fenomeno

I dati emersi dallo studio, spiega l’Agic, «documentano una crescita del coinvolgimento dei minori nel gioco d’azzardo, fenomeno per definizione illegale dato il divieto di accesso ai minorenni, e una più ampia diffusione delle dipendenze comportamentali, dal digitale al gioco online e fisico».

L’associazione sottolinea infatti che «i numeri sono chiari: secondo la Relazione, il 60% degli studenti ha giocato d’azzardo almeno una volta nell’ultimo anno, con un’incidenza dei profili “a rischio” e “problematico” in aumento rispetto al 2024. Sono dati che Agic non intende in alcun modo minimizzare».

La percentuale si alza al 64% (un milione e 600mila persone) se si prendono in considerazione gli studenti che hanno giocato almeno una volta nella vita. I giochi più diffusi sono Gratta&Vinci (76%), scommesse calcistiche (37%), poker, roulette e dadi (30%) e apparecchi come Awp e Vlt (28%). Anche il gioco online è in crescita: la Relazione rileva che oltre 340mila studenti (14%) hanno giocato su internet nel 2025.

Il gioco minorile

Secondo l’associazione, occorre però ribadire che – dato che il gioco minorile è un fenomeno che si svolge per definizione fuori dal perimetro della legalità e spesso su canali privi di controlli effettivi sull’età e sull’identità – «indebolire ulteriormente il sistema concessorio, anziché rafforzarne i presidi, rischia di spostare ulteriore domanda verso questi stessi circuiti non controllati con l’effetto paradossale di aumentare, non ridurre, l’esposizione dei più giovani».

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