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Home » Discount, Penny investe 200 milioni sulla rete e punta verso i 2 miliardi di ricavi
Economia

Discount, Penny investe 200 milioni sulla rete e punta verso i 2 miliardi di ricavi

Sala StampaDi Sala StampaGiugno 23, 20263 min di lettura
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Discount, Penny investe 200 milioni sulla rete e punta verso i 2 miliardi di ricavi

«Non solo Penny non è in vendita, ma l’Italia rappresenta uno dei mercati chiave su cui intendiamo continuare a investire con decisione – dice al Sole 24 Ore Arnd Riehl, dallo scorso 1° febbraio amministratore delegato della sede italiana -. Con il pieno supporto del Rewe Group, multinazionale tedesca con 100 miliardi di euro di ricavi nel 2025, siamo pronti a valutare nuove opportunità di sviluppo ed espansione, anche attraverso operazioni di crescita esterna, laddove coerenti con la nostra visione industriale».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Ieri nella sua prima uscita pubblica Riehl ha presentato i piani di sviluppo della catena in Italia, piani che partono con una dote di circa 200 milioni di euro da investire nell’arco del triennio, di cui 72 quest’anno. Il piano industriale prevede l’apertura nel 2026 di altri 15 discount che saranno principalmente nel Mezzogiorno «Lazio, Puglia e Sicilia perché sono aree che offrono un potenziale maggiore perché la presenza di altre insegne non è massiva» continua l’ad. Tra il 2027 e il 2028 sono previste una trentina di inaugurazioni. Parallelamente si lavora al rinnovo degli altri punti vendita, quest’anno saranno una settantina, inserendo dove possibile i reparti “a servizio” macellerie e gastronomia «che fanno crescere le vendite a doppia cifra» rimarca Riehl. Sono anche previste delle chiusure di alcuni negozi, quelli con performance non in linea con gli obiettivi della multinazionale tedesca. «Il numero dei clienti è in crescita perché riusciamo ad intercettare coloro che prima facevano la spesa al supermercato e ora vanno al discount per risparmiare» sottolinea l’ad. Così Penny detiene una quota di mercato vicina al 6% e un trend delle vendite a parità di punti vendita positivo.

Al termine del piano industriale nel 2028 ci saranno 490 discount Penny con l’obiettivo è raggiungere i 2 miliardi di ricavi. Una crescita importante considerando che nel 2025 il fatturato è stato di 1,68 miliardi di euro e il budget per l’anno in corso punta ai 1,8 miliardi. «Vogliamo crescere, rafforzare la nostra presenza sul territorio e contribuire concretamente allo sviluppo della filiera produttiva nazionale. Il nostro impegno è chiaro: creare valore nel lungo periodo e dimostrare, con i fatti, la centralità dell’Italia nelle strategie del Gruppo Rewe» sottolinea Arnd Riehl.

Per accelerare lo sviluppo della rete l’ad potrebbe puntare sulle operazioni di M&A «se troviamo opportunità utili per consolidare le posizioni utilizzando risorse provenienti dalla casa madre». In sostanza nel mirino potrebbero finire gruppi di supermercati locali, piccoli ma ben radicati nel tessuto locale.

I prodotti con il marchio del distributore rappresentano una colonna portante dell’offerta e, a valore, nel 2025 hanno generato una quota di ricavi intorno al 60%, più di 950 milioni. È in corso un piano di revisione e rilancio dell’offerta che durerà fino al prossimo anno. Il focus è concentrato sui prodotti alimentari e, secondo i dati interni Penny ha il 90% dei fornitori italiani, con una quota importante di Pmi, e circa il 75% dei prodotti venduti è made in Italy. Non male per una insegna che fa capo al Rewe Group , multinazionale presente in 21 paesi europei con ricavi 2025 per 100 miliardi e circa 380mila collaboratori. Le insegne dei supermercati e ipermercati sono Rewe, Billa poi uscita dal mercato italiano nel 2014, nahkauf, i drugstore Bipa, i discount Penny mentre “toom Baumarkt” è focalizzata negli articoli per il fai-da-te e Lekkerland, altra insegna presente nel nostro paese, è specializzata nelle vendite all’ingrosso. Tra il 2024 e il 2028 Rewe Group ha avviato uno dei più rilevanti programmi di investimento nel panorama della distribuzione europea, con un piano complessivo di circa 16 miliardi di euro.

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