Il dato cresce proprio tra chi è abituato al ricambio veloce dei prodotti: tra i 18 e i 34 anni la durata è un criterio di acquisto per il 64%, contro il 58% del campione complessivo: «Per i giovani entrano in gioco la sostenibilità, ma anche una maggiore attenzione alla spesa», spiega Filoni. Le due cose non sono in contraddizione. Una ricerca Agos-Eumetra del 2025 rileva infatti che più dell’80% dei 18-34enni considera importante la sostenibilità, ma segnala al contempo il limite di potere d’acquisto.
La durata è infatti un fattore rilevante per l’ambiente: per l’84% degli intervistati il prodotto più sostenibile è quello che non deve essere sostituito spesso; il 67% associa la sostenibilità soprattutto a durata e riparabilità; è un tema diventato ancora più concreto dal 31 luglio, quando nell’Unione europea hanno cominciato ad applicarsi le nuove regole sul diritto alla riparazione, che rafforzano l’accesso a riparazioni e ricambi.
Il ruolo dell’innovazione
Anche la tecnologia viene giudicata con lo stesso metro: il 59% considera utile l’innovazione se fa risparmiare energia, il 40% se allunga la vita del prodotto e il 26% se riduce la manutenzione. Solo il 18% ritiene importante innovare per implementare nuove funzioni: «Le nuove feature sono la ciliegina sulla torta, ma se la torta non è buona non servono», aggiunge Filoni.
Sulla stessa linea Markus Miele, executive director e comproprietario del gruppo: «La tecnologia diventa significativa quando risolve un problema reale o fornisce un beneficio tangibile». Poi conclude: «I dati della ricerca ci danno ragione. La gente vuole più longevità e noi siamo nella corretta direzione strategica».











