Close Menu
Italia Parlare
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Tendenza
Le Borse europee aprono poco mosse, corrono ancora gas e petrolio

Le Borse europee aprono poco mosse, corrono ancora gas e petrolio

Agosto 11, 2026
Nvidia: accordi con big della finanza per investimento di 500 mld dollari in AI

Nvidia: accordi con big della finanza per investimento di 500 mld dollari in AI

Agosto 11, 2026
Famiglie italiane, cambia la spesa: tecnologia e tempo libero trainano i consumi, arretrano alimentari e moda

Famiglie italiane, cambia la spesa: tecnologia e tempo libero trainano i consumi, arretrano alimentari e moda

Agosto 11, 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Italia Parlare
  • Pagina Principale
  • Ultime Notizie
  • Storie Web
  • Globale
  • Comunicato Stampa
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Newsletter Quotidiana
Italia Parlare
Home » Ex Ilva, Gozzi: imprese interessate a fare una cordata italiana
Economia

Ex Ilva, Gozzi: imprese interessate a fare una cordata italiana

Sala StampaDi Sala StampaAgosto 11, 20264 min di lettura
Facebook Twitter Pinterest WhatsApp LinkedIn Email Reddit Telegram
Ex Ilva, Gozzi: imprese interessate a fare una cordata italiana

L’industria italiana dell’acciaio risponde alla chiamata per il rilancio dell’ex Ilva. Tra i protagonisti della filiera interessati a varare un’iniziativa per il futuro del complesso siderurgico ci sono «quasi tutti», secondo le parole del presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, che ieri ha aggiunto: «abbiamo dato disponibilità immediata per un confronto». Il tema è la formazione di una cordata di imprenditori per rilevare gli impianti, unica condizione – agli occhi del Governo Meloni e del sistema industriale – perché quel (poco) che resta della prima acciaieria italiana non finisca in mano a Jindal, che ne farebbe il minuscolo appoggio produttivo nel cuore del Mediterraneo e il grande varco per il mercato europeo della sua attività siderurgica in Oman.

Ieri mattina si è svolto il comitato di presidenza di Federacciai. La nota emessa a pochi minuti dalla fine dell’incontro è stata stringata: «il consiglio di presidenza – si legge – ha dato mandato al presidente Antonio Gozzi di trasmettere agli enti competenti, in nome e per conto di un gruppo di aziende che hanno già manifestato il proprio interesse a partecipare all’iniziativa, e di quelle che potrebbero aggregarsi nei prossimi giorni, una manifestazione di interesse subordinata alla verifica di una serie di condizioni abilitanti, necessarie a consentire l’intervento industriale. Il consiglio ha inoltre dato mandato al presidente di verificare con il governo l’esistenza di tali condizioni». Le parole rilanciate dallo stesso Gozzi, a margine dell’incontro, confermano che la realtà è in ebollizione. A quanto risulta al Sole-24 Ore, che ha consultato più fonti, avrebbero dato assenso alla partecipazione – subordinata alla verifica della sussistenza delle condizioni – alcuni fra i maggiori gruppi italiani: oltre alla Duferco della famiglia Gozzi, ci sarebbero il gruppo Marcegaglia guidato da Emma e Antonio, gli Arvedi (il fondatore Giovanni e il suo erede, il nipote Mario Caldonazzo), Alfa Acciai delle famiglie Lonati e Stabiumi, la Dalmine dei Rocca, la Feralpi guidata da Beppe Pasini, le Acciaierie Venete del prossimo presidente di Federacciai Alessandro Banzato, il gruppo Eusider della famiglia Anghileri. Ciascuno ha i propri distinguo e le proprie sfumature. Ma l’ossatura principale – a cui potrebbero aggiungersi altri elementi in questi giorni, potenzialmente con spazio a tutti gli elementi della filiera – dovrebbe essere questa. A quanto risulta al Sole-24 Ore, mancherebbero solo tre nomi importanti del sistema italiano: la famiglia Riva, cui il combinato disposto magistratura-politica ha tolto l’azienda dopo gli arresti e i sequestri di 15 anni fa, gli Amenduni (anche loro, seppur in forma meno drammatica, parte in causa dell’affaire Ilva, come soci di minoranza dei Riva) e Cogne Acciai Speciali.

Dalla riunione di ieri mattina, durata poco meno di un’ora, è emerso che il veicolo con cui eventualmente fare prima la manifestazione di interesse non vincolante e poi un’ipotetica offerta non è stato ancora identificato. In questi anni, però, Federacciai ha dimostrato la capacità di muoversi in maniera consortile, anche in tempi rapidi, per raggiungere obiettivi mirati: è successo, per esempio, con il consorzio Metal interconnector, attivo sull’energia. La discussione ha portato a un dato strategico importante: per tutti la convinzione è di avere una Ilva in grado di produrre 6 milioni di tonnellate all’anno, garantendo così il ciclo bramme-coils con il doppio vantaggio di rendere la società oggi decrepita di nuovo profittevole e di ridurre – esternalità positiva essenziale – la dipendenza del tessuto produttivo italiano dall’importazione. Cosa peraltro gradita al Governo Meloni, perché eviterebbe il rischio della mini-mini-Ilva indiana. Un approccio, questo, che troverebbe terreno fertile in questo particolare momento di mercato, con un’ampia disponibilità di bramme in un contesto in cui invece i coils finiti extraeuropei sono gravati dagli oneri previsti dalla nuova Salvaguardia comunitaria, con i crescenti dazi imposti da Bruxelles.

Ora Antonio Gozzi dovrà fare girare la palla. In particolare, sul tema della agibilità: sul costo dell’energia, sul quantum dei finanziamenti pubblici, sui tempi industriali. Espunto dal campo di gioco l’ingombrante argomento dell’area a caldo, ora un’eventuale operazione di sistema può essere messa a terra con maggiore linearità, anche se restano comunque da verificare aspetti tecnici (capire lo stato dell’arte degli impianti), legali, gestionali e logistici. A quanto risulta al Sole-24 Ore, le lancette corrono veloci: Palazzo Chigi si aspetterebbe per fine agosto un primo riscontro sulla concreta possibilità di una cordata nazionale o su un educato rifiuto da parte degli imprenditori.

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

Le Borse europee aprono poco mosse, corrono ancora gas e petrolio

Le Borse europee aprono poco mosse, corrono ancora gas e petrolio

Nvidia: accordi con big della finanza per investimento di 500 mld dollari in AI

Nvidia: accordi con big della finanza per investimento di 500 mld dollari in AI

Wi-Fi in volo, Lufthansa parte con Starlink: nel piano anche Ita Airways e Air Dolomiti

Wi-Fi in volo, Lufthansa parte con Starlink: nel piano anche Ita Airways e Air Dolomiti

Il Po e i laghi in secca. Emergenza per la Pianura Padana

Il Po e i laghi in secca. Emergenza per la Pianura Padana

Data center, via libera Ue alla joint venture Eni-Khazna. Accelerazione del polo lombardo

Data center, via libera Ue alla joint venture Eni-Khazna. Accelerazione del polo lombardo

Le Borse europee aprono poco mosse, corrono ancora gas e petrolio

ìBorse deboli, fiammata dei prezzi di petrolio e gas

Ex Ilva: in arrivo il ricorso in Cassazione, nell’indotto licenziamenti collettivi

Ex Ilva: in arrivo il ricorso in Cassazione, nell’indotto licenziamenti collettivi

Le Borse europee aprono poco mosse, corrono ancora gas e petrolio

Borse europee, avvio di settimana poco mosso. Sotto la lente le materie prime

Fs investe 2 miliardi per 19 nuovi treni alta velocità Parigi-Londra

Fs investe 2 miliardi per 19 nuovi treni alta velocità Parigi-Londra

Articoli Principali

Nvidia: accordi con big della finanza per investimento di 500 mld dollari in AI

Nvidia: accordi con big della finanza per investimento di 500 mld dollari in AI

Agosto 11, 2026
Famiglie italiane, cambia la spesa: tecnologia e tempo libero trainano i consumi, arretrano alimentari e moda

Famiglie italiane, cambia la spesa: tecnologia e tempo libero trainano i consumi, arretrano alimentari e moda

Agosto 11, 2026
Ex Ilva, Gozzi: imprese interessate a fare una cordata italiana

Ex Ilva, Gozzi: imprese interessate a fare una cordata italiana

Agosto 11, 2026
Migranti, perché la Germania ha riaperto il caso dublinanti con l’Italia

Migranti, perché la Germania ha riaperto il caso dublinanti con l’Italia

Agosto 11, 2026

Ultime Notizie

Wi-Fi in volo, Lufthansa parte con Starlink: nel piano anche Ita Airways e Air Dolomiti

Wi-Fi in volo, Lufthansa parte con Starlink: nel piano anche Ita Airways e Air Dolomiti

Agosto 11, 2026
Etna, la colata lavica è sempre più intensa: le immagini all’imbrunire

Etna, la colata lavica è sempre più intensa: le immagini all’imbrunire

Agosto 11, 2026
Il Po e i laghi in secca. Emergenza per la Pianura Padana

Il Po e i laghi in secca. Emergenza per la Pianura Padana

Agosto 11, 2026
Facebook X (Twitter) Pinterest TikTok Instagram
© 2026 Italia Parlare. Tutti i diritti riservati.
  • Politica Sulla Riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.