Il progetto di riconversione industriale dell’ex stabilimento Unilever di Pozzilli, in provincia di Isernia, sta diventando una complessa operazione di ingegneria industriale, che non si ferma alla rinuncia al ricorso presentato contro Invitalia da Packaging To Polymers (P2P), la joint venture tra la multinazionale anglo-olandese e Seri Plast, azienda del Gruppo Civitillo.
Le condizioni poste dall’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo a sostegno di un finanziamento complessivo di 80,9 milioni (79,5 milioni per l’investimento produttivo, di cui 14,7 a fondo perduto, e 1,4 milioni per la ricerca industriale, di cui 1,2 a fondo perduto, ndr) prevedono impegni preliminari molto rigorosi e tempistiche stringenti per garantire la liquidità, a partire dalla regolarizzazione delle posizioni debitorie delle società del Gruppo Seri per i finanziamenti agevolati concessi dall’Agenzia per le operazioni di acquisizione di Fib (produzione di moduli, celle e accumulatori a litio) e Menarini (produzione di veicoli elettrici) e dall’impegno finanziario privato da 27,3 milioni, 9 dei quali destinati a capitale sociale. Se così non fosse, salterebbe tutto il finanziamento pubblico e, di conseguenza, il progetto industriale per la produzione di bottiglie, tappi, vaschette e altri materiali in plastica, che fa comodo alla stessa Unilever.
I tempi per il successo dell’operazione diventano la seconda discriminante. Non solo i 120 giorni imposti da Invitalia al privato per le operazioni finanziarie, ma anche quelli della burocrazia pubblica necessari per realizzare l’adattabilità produttiva dello stabilimento di Pozzilli, a partire dal rilascio dell’Aia, per la quale, secondo la normativa, sono necessari dai 120 ai 150 giorni. Un orizzonte temporale che rischia di spostare in avanti il cronoprogramma presentato nei giorni scorsi da Vittorio Civitillo, presidente del Gruppo Seri, il quale aveva fissato l’avvio della produzione di P2P al primo trimestre 2028, mettendo così a rischio anche la promessa di acquisto di 65mila tonnellate di polimero per almeno 5 anni, più ulteriori 5 anni con alcune garanzie per i lavoratori, che Unilever aveva fatto al momento di progettare l’uscita dal sito di Pozzilli, sia pure rendendosi disponibile a condividerne la sua riconversione.
Da qui la richiesta della Fialc-Cisal alla Regione Molise per un iter procedurale accelerato, una sorta di fast-track per la concessione dell’Aia, così «da non permettere che la burocrazia rallenti la messa a terra dei capitali e il ritorno al lavoro». «Servono strumenti di garanzia immediati per la tutela economica delle famiglie dei 58 lavoratori, ormai giunte allo stremo dopo 4 anni di incertezze e sacrifici», dice Antonio Martone, segretario di Cisal Molise.
Se ne parlerà il 18 febbraio prossimo, quando Regione, Unilever e sindacati sono stati convocati dal Mimit per un incontro finalizzato al ricorso alla Cigs, tanto più importante in previsione del prossimo primo luglio, quando Unilever non integrerà più con 500 euro mensili la cig dei lavoratori, così come fu stabilito dagli accordi del 2021.








