Una manifestazione nel segno della trasversalità, con tutti i principali settori dell’agricoltura rappresentati: meccanica, zootecnia, colture specializzate come vigneto, frutteto e oliveto, energie rinnovabili, servizi, multifunzionalità delle imprese agricole. E il focus su un alto tasso di innovazione come elemento di spinta per migliorare produttività, sostenibilità e competitività delle imprese agricole, declinato con un intero padiglione dedicato a Fieragricola Tech con approfondimenti dedicati ad agricoltura di precisione, digitalizzazione e robotica, smart irrigation, energie rinnovabili in agricoltura e biosolution.
L’evento
Fieragricola 2026 – presentata ieri a Roma, al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, presenti il ministro Francesco Lollobrigida, Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, Matteo Zoppas, presidente di ITA-Italian Trade Agency, Matteo Pasinato, event manager di Fieragricola – poggia su questi due pilastri e su un terzo: la formazione, come strumento insostituibile per traghettare il settore verso le nuove tecnologie, la transizione digitale ed ecologica, l’avvento dell’Intelligenza Artificiale nella raccolta, gestione ed elaborazione dei dati.
A Veronafiere dal 4 al 7 febbraio prossimi si danno appuntamento 816 espositori, per un programma con 136 convegni e workshop, 11 padiglioni occupati per 52mila metri quadrati, oltre a 6mila metri quadrati di aree destinate alle più importanti mostre zootecniche a livello nazionale ed europeo. Il sistema agroalimentare italiano realizza un fatturato di 700 miliardi, pari al 15% dell’intera economia italiana. Il valore aggiunto della produzione agricola italiana (media 2024/25) è di 41,1 miliardi di euro, prima in Europa davanti a Spagna (40,4), Francia (32,4), Germania (32).
Le sfide
A Verona sono attesi operatori del settore in senso ampio: non soltanto imprenditori agricoli e allevatori, ma anche agronomi, veterinari, alimentaristi, contoterzisti professionali, energy manager, forestali, periti agrari, agrotecnici, mangimisti, dealer. E poi i giovani: a Fieragricola arriveranno circa 2mila studenti degli istituti agrari da ogni parte d’Italia. «L’agricoltura italiana, grazie a una marcata biodiversità, filiere efficienti, una elevata specializzazione e una capacità di diversificazione produttiva che ne conferma la duttilità può vantare il più alto valore aggiunto a livello europeo – dichiara il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –. Fieragricola, con i suoi 128 anni di storia, vuole continuare ad accompagnare la crescita del comparto primario, favorire l’innovazione e sostenere redditività e competitività delle imprese agricole, rispondendo alle sfide del settore, chiamato ad incrementare la produttività, la sicurezza alimentare, ad affrontare i cambiamenti climatici e a consolidare i primati europei in termini di internazionalizzazione e capacità di penetrazione nei mercati».
La ricerca
Denis Pantini, responsabile Agrifood e Wine monitor di Nomisma, ha curato per l’occasione la ricerca commissionata da Fieragricola “Full innovationFull Innovation: l’agricoltura italiana tra realtà produttiva e consumatori: obiettivo analizzare il ruolo dell’innovazione per l’agricoltura italiana sotto due punti di vista: quello delle imprese agricole e quello dei consumatori: fra gli aspetti messi in luce c’è un 90% di aziende che ha adottato tecnologie digitali.










