Mentre l’età fino alla quale si è considerati “giovani” si sposta sempre più avanti nella nostra società, il fisco mette un paletto: nelle dichiarazioni dei redditi di quest’anno sparisce il bonus riservato ai genitori dei figli a carico che nel 2025 hanno tagliato il traguardo dei 30 anni.
In virtù delle modifiche introdotte con la legge di Bilancio per il 2025, la detrazione fiscale resta riservata ai genitori dei ragazzi di età compresa tra i 21 e i 29 anni. Sotto questa fascia c’è l’assegno unico universale. Da 30 anni in su, invece, il bonus è azzerato, a meno che il figlio non abbia una disabilità accertata in base alla legge 104/92, articolo 3: in questa ipotesi, mantiene la detrazione.
I numeri
In base ai dati Istat, il 28,7% dei giovani fra 30 e 34 anni abita ancora in casa dei genitori. La situazione di stallo riguarda, in termini assoluti, circa 966mila ragazzi: in parte già occupati (638mila), in parte in cerca di lavoro (227mila) e in parte ancora alle prese con lo studio (68mila). È questa la platea principale su cui è intervenuta la manovra 2025 (legge 207/2024, articolo 1, comma 11), anche se ovviamente ci sono giovani non autonomi anche tra chi ha più di 34 anni (fascia non rilevata dall’Istat).
Dal 1° marzo 2022, con il debutto dell’assegno unico universale, il bonus fiscale era già stato limitato ai figli a carico da 21 anni in su. Il nuovo limite d’età massima – stima la relazione tecnica alla manovra – si tradurrà a regime in un risparmio per le casse pubbliche di 319,5 milioni di euro all’anno. Per avere un riferimento, nell’anno d’imposta 2024 – l’ultimo prima del taglio – il valore totale dello sgravio per i familiari, compresi il coniuge e gli altri parenti a carico, è stato di 3,76 miliardi.
Gli effetti
L’impatto sulle singole famiglie può essere ricavato analizzando le statistiche delle Finanze. Nelle dichiarazioni presentate l’anno scorso, la detrazione per i familiari a carico ha alleggerito in media l’Irpef dei contribuenti di 672 euro. Bisogna considerare che l’importo massimo di 950 euro cala al crescere del reddito fino ad azzerarsi a 95mila euro (soglia aumentata di 15mila euro per ogni figlio oltre il primo). Il bonus si moltiplica per il numero dei figli e va diviso a metà tra i genitori o attribuito al genitore con il reddito più alto. Il reddito medio dei contribuenti con familiari a carico nel 2024 è stato di 27.844 euro. Solo tre su dieci si sono collocati nella fascia tra 29 e 50mila euro, e solo il 7% oltre quest’ultimo livello reddituale.

