«Pagamento elettronico». Avete fatto caso a queste due parole? Se vi capita di osservare attentamente, lo troverete già nello scontrino se avete pagato con carta di credito, debito, prepagata o con un App. Non è un particolare irrilevante, visto che basterà conservare solo lo scontrino per tutte quelle spese che richiedono la prova “parlante” del pagamento elettronico per aver diritto alle detrazioni nel 730. Si tratta di uno degli effetti della modifica contenuta nel decreto Pnrr che cancella l’obbligo di conservare le ricevute dei Pos.
Lo stop alla conservazione delle ricevute dei Pos
Ma vediamo nel dettaglio. Il decreto Pnrr prevede espressamente che le comunicazioni inviate ai clienti e la documentazione fornita, anche in formato digitale, dalle banche e dagli intermediari finanziari possono essere utilizzate, in luogo delle ricevute cartacee emesse dai terminali abilitati al pagamento con carta di credito, debito e prepagata, o altra modalità digitale. Il tutto a condizione che le stesse contengano le informazioni relative alle singole operazioni poste in essere e che siano di fatto conservate garantendone la piena consultabilità (il riferimento è al richiamo all’articolo 2220 del Codice civile). Quindi, sostanzialmente anche gli estratti conto in formato digitale possono essere pienamente impiegati per supportare l’avvenuto pagamento digitale delle spese nel caso in cui l’agevolazione fiscale collegata sia vincolata alla tracciabilità.
Tracciabilità già negli scontrini
In realtà, però già gli scontrini (o i documenti commerciali, come si chiamano ora) contengono l’indicazione del pagamento avvenuto in modo tracciabile. Una modifica già operativa e che ha anticipato l’allineamento tra Pos e registratori di cassa, che è entrata in vigore da inizio 2026 e diventerà pienamente operativa da inizio marzo quando sarà messo a disposizione nell’area riservata del sito delle Entrate la possibilità di abbinamento digitale tra i terminali e i registratori di cassa.
Obiettivo: zero carta
Un primo passo quelle delle ricevute sui Pos verso un traguardo più generale su cui il Parlamento ha chiesto al Governo (con una risoluzione approvata in commissione Fiananze alla Camera lo scorso giugno) di superare l’obbligo cartaceo degli scontrini. Il tutto con passaggi graduali: dal 1° gennaio 2027 per le imprese della grande distribuzione; poi dal 1° gennaio 2028 per tutti gli altri soggetti con volume d’affari superiore a una certa soglia; infine dal 1° gennaio 2029 per tutti gli altri esercenti. Il tutto però facendo la possibilità da parte degli acquirenti di richiedere comunque la stampa del documento commerciale.











