Per intervenire in acque internazionali serve il consenso dello Stato di bandiera
La flottiglia si trova, allo stato attuale, in acque internazionali, per cui va applicata la regola seconda la quale senza il consenso dello Stato di bandiera (in questo caso la Federazione russa) o la presenza di crimini internazionali (come la pirateria), nessuno Stato – in questo caso l’Italia – può legittimamente catturare, dirottare o esercitare poteri di polizia su una nave altrui in alto mare. Violazioni di queste norme possono essere portate davanti al Tribunale Internazionale del Diritto del Mare.
Diritto di visita
Una nave da guerra può fermare e ispezionare una nave straniera se vi è il fondato sospetto che pratichi pirateria, tratta degli schiavi, trasmissioni radio non autorizzate o che sia priva di nazionalità.
Cosa accade se la nave entra e successivamente esce dalle acque territoriali
È riconosciuto un diritto di inseguimento, ovvero uno Stato costiero può inseguire e fermare una nave in acque internazionali se l’inseguimento è iniziato nelle sue acque territoriali a causa di una violazione delle proprie leggi. Se dunque un elemento della flottiglia dovesse rendersi protagonista di questa manovra, potrebbe configurarsi questo scenario.
Il mare territoriale arriva fino a un massimo di 12 miglia marine dalla costa: qui lo Stato costiero esercita la piena sovranità (con l’eccezione del “passaggio inoffensivo” per le navi straniere). La zona contigua arriva fino a 24 miglia; qui lo Stato può esercitare controlli per prevenire violazioni delle proprie leggi doganali, fiscali, sanitarie o di immigrazione. La zona economica esclusiva arriva fino a 200 miglia: qui lo Stato ha diritti esclusivi sullo sfruttamento delle risorse naturali (pesca, estrazione di idrocarburi, energia eolica). Infine, l’alto mare: oltre la zona economica esclusiva, è aperto a tutti gli Stati per scopi pacifici. Non è soggetto alla sovranità di alcuno Stato.
Soccorso in mare
Esiste l’obbligo universale di prestare assistenza a chiunque si trovi in pericolo di vita in mare, coordinato dalle autorità Sar (Search and Rescue) competenti.









