Fratelli Guzzini prosegue nella strategia di sviluppo che fa leva su un’offerta multibrand e multicanale, ma anche sull’ampliamento della gamma di prodotti. Dopo aver debuttato nel cookware lo scorso anno, grazie all’acquisizione di Domo, nel 2026 l’azienda marchigiana investe ora sui piccoli elettrodomestici, un ambito in cui aveva già fatto il suo esordio negli anni ’90 con la collezione Gildo, a cui si erano aggiunte negli anni 2000 le collezioni G-Plus e G-Style. «Ora vogliamo però entrare in questo mercato in maniera strutturata e continuativa», spiega il presidente Massimiliano Guzzini.
La nuova collezione
All’ultima edizione di Milano Home, in gennaio, l’azienda ha infatti presentato Sous Chef, la nuova collezione di piccoli elettrodomestici: otto gli oggetti proposti e tre le varianti colore. Tutti gli articoli hanno una scocca in materiale plastico bio-based, ottenuto da scarti e residui di biomassa vegetale, un materiale rinnovabile, di origine non fossile e contribuisce a ridurre l’impatto ambientale. Un approccio, questo, che caratterizza e distingue ormai tutte le produzioni a marchio Fratelli Guzzini.
Le nuove collezioni di piccoli elettrodomestici (disegnate internamente e realizzate da produttori terzi) sono l’ultima novità dell’azienda marchigiana che, due anni fa, ha avviato un percorso di brand extension, con l’obiettivo di creare un polo industriale italiano dei prodotti per la tavola e la cucina. «Stiamo portando avanti un progetto di multi-categoria di prodotto, fondamentale nel nostro settore, in una logica sia multibrand, sia multicanale – precisa l’imprenditore –. Fratelli Guzzini è il nostro marchio premium, destinato a una distribuzione retail, con linee per la cucina, il cookware e la tavola. Il marchio Chef Line Guzzini, per il cookware, si rivolge alla distribuzione moderna non food, mentre il marchio Domo, sempre nel cookware, copre sia il settore del private label, sia la grande distribuzione food».
Investimenti e ricavi
Per fare tutto questo, sono necessari importanti investimenti, sia nella ricerca, sia nell’innovazione e riconversione industriale, sia nella costruzione di una nuova supply chain. «Investimenti che abbiamo potuto sostenere grazie al buon flusso di cassa generato da una posizione finanziaria netta solida – dice il presidente –. Nel 2025 i ricavi di Fratelli Guzzini sono aumentati del 20%, a circa 36 milioni di euro, a parità di perimetro e anche l’Ebitda è cresciuto a doppia cifra. E nonostante le turbolenze che hanno caratterizzano i mercati internazionali, anche le esportazioni (che rappresentano il 55% dei ricavi) sono aumentate, grazie al buon andamento dell’Europa e dei mercati Oversea – con le eccezioni della Francia (in calo) e degli Stati Uniti, frenati dai dazi.
Previsioni e sviluppo
«Il 2026 sarà un anno duro – dice Guzzini –. Le dinamiche dei mercati sono complesse: la Russia è chiusa ormai da anni, gli Stati Uniti si stanno chiudendo e non vediamo spiragli di miglioramento. Tutte queste turbolenze non aiutano a fare impresa e inoltre fanno salire i costi delle materie prime».











