A scendere nel dettaglio merceologico dei deal chiusi, emerge un quadro più granulare. Le operazioni di Food&beverage “puro” – cioè ad esclusione ad esempio di aziende che producono ingredienti, dei prodotti agricoli o di quelle legate alla distribuzione, alle lavorazioni intermedie e al grocery – sono una sessantina. Wine&spirits e bakery sono le categorie più attive per numero di accordi, con dieci operazioni ciascuno, seguite da “meat & protein” e bevande con otto a testa; “snack e confectionery” con sette; “Pasta & staples” si ferma a ciqnue, mentre “healthy & fresh” e “frozen” contano quattro operazioni ciascuno. Dati che, letti insieme alle operazioni descritte più avanti, confermano un interesse strutturale per i prodotti a maggior contenuto funzionale e salutistico, «ancora frammentato in operazioni di piccola taglia». Sul fronte B2B, il settore ingredienti conta 11 deal, a conferma della crescente attenzione per la filiera.
Se ai cento deal del 2025 si aggiungono quelli annunciati e che andranno a conclusione quest’anno, si arriva a 122 e a guardare le prime 18 operazioni con valore dichiarato emergono quattro filoni. Il più coerente in chiave prospettica è quello dei prodotti salutistici, funzionali e free from. Valsoia – quotata su Euronext Milan – ha acquisito il 70% della slovena Kele & Kele, produttrice del kefir tradizionale a marchio Krepko, leader in Slovenia con una quota del 30% a valore: operazione da circa 3 milioni di euro su un enterprise value di 5,4 milioni, interamente finanziata con risorse proprie. Il ramo Heinz porta NewPrinces nel segmento della nutrizione clinica, con BiAglut e Aproten esplicitamente free from, destinati a celiaci e fenilchetonurici. Nel cluster salutistico rientra anche l’investimento in Alimentiamoci Srl Società Benefit, meglio nota come PlanEat: piattaforma digitale per la pianificazione dei pasti e la riduzione degli sprechi, attiva su mense aziendali, scuole e ospedali.
Il secondo filone è snack e dolciario. Foster Clark Products – gruppo maltese presente in oltre 70 paesi tra bevande in polvere, dessert e coadiuvanti per la panificazione – ha acquisito il 100% di Preziosi Food, produttore lucano di patatine e snack salati con linea certificata senza glutine: è la prima operazione italiana del gruppo in Europa. Casa del Dolce ha invece acquisito Italgum Caramelle nel confectionery più tradizionale.
Gli spirits sono il terzo cluster, dominato dalle dismissioni di Campari: Illva Saronno – già proprietaria di Disaronno, Tia Maria e Stock – amplia il perimetro degli amari con Averna e Zedda Piras; Caffo 1915, distilleria calabrese, rafforza il proprio posizionamento con Cinzano. A margine, Havefun Sarl – veicolo di Compagnia dei Caraibi, importatore premium di spirits e vini – ha acquisito circa otto ettari a Montelupo Albese nelle Langhe per entrare nella produzione vinicola diretta.
Vale infine la pena citare l’ingresso di Ipo Club 2 – fondo gestito da Azimut Investments con Electa Ventures – nel capitale di Più Medical, pittaforma di consolidamento nel settore farmacie quotata sull’Euronext Growth Milan, tramite 5 milioni attraverso il veicolo Ipoc 9: non è food, ma è un segnale chiaro della direzione del capitale istituzionale verso tutto ciò che presidia salute e benessere in mercati frammentati.












