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Garlasco, ecco come funziona il meccanismo di revisione del processo

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 9, 20264 min di lettura
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Garlasco, ecco come funziona il meccanismo di revisione del processo

Sta scontando una condanna definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi. Alberto Stasi è l’unico condannato in via definitiva con l’accusa di aver ucciso la sua ex fidanzata il 13 agosto 2007. Eppure, alla luce dell’avviso di conclusione delle indagini della procura di Pavia ad Andrea Sempio, Stasi «ha una speranza sempre più crescente, ma anche un equilibrio che lo fa rimanere con i piedi per terra, consapevole della sua situazione attuale di detenuto, consapevole altrettanto che questa è un’indagine seria e che forse ci permetterà di lavorare intensamente e nel tempo più veloce possibile, compatibilmente con la mole degli atti, per preparare una richiesta di revisione», ha affermato giovedì l’avvocato Antonio De Rensis, suo legale, intervenuto alla trasmissione ’Ignoto X’ su La7. Ma quali scenari si potrebbero profilare se davvero si arrivasse a una revisione del processo e, addirittura, a un annullamento della condanna?

Le strade possibili

«Quello della revisione è un meccanismo molto complesso», premette l’avvocato Giuseppe Ledda, componente della Giunta dell’Unione delle Camere penali italiane (Ucpi) e referente dell’Osservatorio sull’errore giudiziario dell’Ucpi. «Bisogna portare degli elementi nuovi e immagino che, con la discovery del fascicolo, gli avvocati di Stasi cercheranno di trarre elementi di novità che vanno a collidere con quanto affermato dalle sentenze di condanna», spiega. Nel caso in cui davvero un’eventuale revisione del processo dovesse ribaltare la condanna definitiva, spiega Ledda, le strade per un eventuale risarcimento possono essere diverse. «Si può chiedere un risarcimento per l’ingiusta detenzione e, in astratto, il risarcimento viene computato per ogni giorno in cui si ha ingiustamente patito la pena, con un valore giornaliero, fino a 235 euro al giorno per un massimo di oltre 515mila euro», riferisce. Cifre più alte potrebbero essere richieste nel caso si chiedesse un risarcimento allo Stato. «Se si ritiene che vi siano i presupposti, si può intentare una causa civile per chiedere il danno morale o esistenziale e che, in proporzione al danno patito, può essere molto superiore arrivando anche a milioni di euro», conclude l’avvocato Ledda.

Delitto di Garlasco, Andrea Sempio lascia la Procura di Pavia

Carte alla Procura generale di Milano

Condannato in via definitiva sulla base di elementi «incomprensibili», «paradossali» e «contradditori» per «una suggestione creata in fase processuale e cavalcata mediaticamente in 18 anni». Ad Alberto Stasi è dedicato un intero capitolo dell’annotazione finale dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano depositata con la chiusura della nuova inchiesta su Andrea Sempio, ritenuto dai pm pavesi il vero colpevole dell’omicidio di Chiara Poggi. Pagine che, assieme alle consulenze, come quella medico legale di Cristina Cattaneo, sono ora a disposizione dei legali dell’ex bocconiano, che puntano a farlo uscire al più presto dal carcere e a riabilitarlo dopo una pena di 16 anni in gran parte scontata. Nel frattempo, la Procura di Pavia ha trasmesso le carte alla Procura generale di Milano per sollecitare un’istanza di revisione del processo. Che ovviamente arriverà, su un altro binario, alla Corte d’Appello di Brescia, nelle prossime settimane dopo che i legali di Stasi, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio de Rensis, avranno studiato tutti gli atti.

Garlasco, Marco Poggi difende Sempio: “Non credo alla sua colpevolezza”

L’analisi non sarà «né facile, né breve»

Per la Pg Francesca Nanni e l’avvocata generale Lucilla Tontodonati l’analisi non sarà «né facile, né breve», come già anticipato. Dovranno valutare se ci siano davvero una o più prove nuove per chiedere di rivedere la condanna o altrimenti potranno depositare un parere alla richiesta avanzata da Stasi. Il 42enne, quando sono venuti a galla in questi giorni quei presunti audio autoincriminanti di Sempio, è rimasto prima «interdetto e poi si è commosso» e la sua speranza «si è accresciuta». Il procedimento sull’ex amico del fratello di Chiara, invece, in attesa di tutti i passaggi della revisione che si chiuderanno con una decisione della Cassazione, potrebbe bloccarsi probabilmente pure prima della richiesta di processo. In alternativa un gup si troverà di fronte un presunto colpevole di un omicidio in contemporanea con una sentenza definitiva su un altro responsabile per lo stesso delitto. Un nodo giuridico mai visto.

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