Il nuovo intervento per frenare i prezzi dei carburanti dovrebbe è atteso in settimana. Sotto forma di un decreto legge, concentrato in particolare sul gasolio e sostenuto da un Dm per muovere il piccolo aiuto aggiuntivo dato dall’extragettito Iva di giugno. L’idea è quella di costruire un ponte, dal costo di un centinaio di milioni, verso il prossimo giro di accise mobili, che dopo i primi giorni di agosto potrebbero tornare padrone del campo finanziando gli sconti con l’extragettito Iva di luglio. Se gli incassi basteranno, la seconda tappa correrebbe sugli stessi binari di giugno, quando la febbre dei listini era minore e 149,4 milioni coprirono un mese di (mini) sconti.
Gli ultimi aumenti
Anche ieri, i numeri sui tabelloni delle stazioni di servizio hanno mostrato la solita litania dei rincari. Il prezzo medio del gasolio sulla rete stradale è salito a 2,18 centesimi al litro, a soli tre cent dal massimo storico della metà di marzo 2022 che senza un’inversione di rotta sarà toccato tra oggi e domani. In autostrada, la media è volata a 2,249 euro al litro. Per la benzina, si va dagli 1,979 euro al litro delle strade ordinarie ai 2,069 delle aree di servizio autostradali. Nel corso di questo luglio, che alla rottura della tregua fra Usa e Iran ha affiancato le nuove minacce degli Houthi nel Mar Rosso, il prezzo della benzina è cresciuto finora di 17,3 cent al litro, il gasolio ha guadagnato 29,6 centesimi.
Le misure in arrivo
Proprio la diversa vivacità dei due carburanti fa salire le probabilità di un intervento dedicato, prevalentemente o esclusivamente, al diesel. Le coperture infatti non si trovano sugli alberi, ma più verosimilmente in capitoli come i proventi Ets e le sanzioni Antitrust già battuti dagli ultimi decreti sui carburanti, e non sono infinite. Presupposti del genere suggeriscono di concentrare l’intervento, anche per renderlo percepibile, sul carburante più caro. Il precedente a cui si guarda è recente, cioè il decreto che a fine aprile (Dl 63/2026) finanziò con 146,5 milioni nove giorni di sconti, dal 2 al 10 maggio, da 24,4 cent al litro sul gasolio e 6,1 sulla benzina.
Il conto al distributore
Oltre che il più caro, il gasolio è anche il carburante più utilizzato. Nel giorno medio, in Italia si consumano infatti poco meno di 110 milioni di litri, e con i suoi 76,8 milioni di litri il gasolio copre circa il 70% degli acquisti. A questi ritmi, gli aumenti di prezzo maturati finora nel mese di luglio cumulano un extracosto al distributore da circa 28,4 milioni al giorno, cioè 880 milioni al mese. Una nota parzialmente positiva può arrivare dai consumi di agosto, che nonostante i bollini multicolori con cui si misura l’intensità del traffico sulle strade delle vacanze sono mediamente inferiori a quelli degli altri mesi in virtù della pausa delle attività produttive e dei limiti alla circolazione dei tir. Questo doppio fattore riduce l’utilizzo del gasolio, mentre la benzina viene acquistata un po’ più del solito. Basando la stima sui dati di agosto 2025, il conto della crisi mediorientale sui portafogli degli automobilisti sarebbe il mese prossimo intorno agli 800 milioni, nel confronto con le quotazioni di inizio luglio.
Le ragioni della politica
Obiettivo delle nuove misure a cui sta lavorando il Governo non è una compensazione integrale di questi rincari; ma un’attenuazione che, se le calcolatrici lo consentiranno, proverà a tenere i listini sotto la soglia simbolica dei due euro al litro.









