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Giovani e sport, più strutture dalle periferie alle scuole

Sala StampaDi Sala StampaDicembre 9, 20253 min di lettura
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Giovani e sport, più strutture dalle periferie alle scuole

Un’ampia diffusione che però tende a ridimensionarsi con l’avanzare dell’età. Se si guardano i dati dell’Istat emerge con chiarezza come lo sport sia ampiamente praticato tra i giovanissimi per poi ridursi drasticamente con il passare degli anni. I numeri, riportati dal report dell’Istat dal titolo «La pratica sportiva in Italia» dicono infatti che, nel 2024, sono state 21,5 milioni le persone che hanno praticato un’attività sportiva: si tratta del 37,5% della popolazione, mentre era il 26,6% nel 1995.

Tuttavia, si legge nello studio, «la passione per lo sport è un tratto distintivo dei più giovani e raggiunge le quote più elevate tra i ragazzi di 11-14 anni (nel 2024 il 75,6%, di cui il 66,7% in modo continuativo e l’8,9% in modo saltuario). Mentre, a partire dai 15 anni l’interesse inizia a diminuire, anche se la quota di praticanti rimane comunque elevata fino ai 24 anni (rispettivamente il 66,1% tra i 15 e i 17 anni e il 53,9% tra i 18 e i 24 anni), per poi calare progressivamente nelle età successive».

Eppure le indicazioni dell’Oms sono chiare: lo sport nell’adolescenza impatta sulla salute mentale e sulla socialità. Tanto che l’Organizzazione raccomanda di adottare «politiche che implementino l’attività fisica tra gli adolescenti».

Il nodo nel nostro Paese è soprattutto infrastrutturale. Secondo il rapporto 2023 dell’Osservatorio Valore Sport (The European House Ambrosetti) «con la presenza sul territorio nazionale di 131,1 impianti sportivi ogni 100.000 abitanti nel 2022, l’Italia si posiziona come ultimo Paese tra i peers dell’Unione Europea per dotazione infrastrutturale nel settore dello sport: 1,9 volte in meno rispetto alla media di Francia, Spagna e Germania e, in particolare, 2,4 volte in meno della Francia». Per recuperare questo gap negli anni non sono tuttavia mancati gli interventi, il risultato è un corpus di azioni alquanto strutturato. Misure diverse che sono attraversate da due finalità: la prima è incentivare la pratica sportiva come presidio di inclusione nel territorio, sostenendo così tanto chi lavora sul campo quanto le famiglie; la seconda è creare una rete sempre più capillare di strutture sportive.

Le misure di sostegno

Rientra nel primo gruppo la Dote famiglia: 30 milioni messi a disposizione di quei nuclei familiari che hanno un Isee inferiore a 15mila euro. L’elenco dei primi 75.254 beneficiari del contributo pari a 300 euro a ragazzo è stato pubblicato lo scorso 25 novembre. Su questa linea si inserisce il progetto RiGenerazioni che, con un investimento di 30 milioni di euro e il supporto di Sport e Salute (la Società dello Stato che promuove lo sport e i corretti stili di vita), mette in rete enti del Terzo settore, scuole e istituzioni per creare luoghi inclusivi per i giovani tra i 14 e i 35 anni. L’obiettivo è quello di realizzare nuovi spazi o migliorare luoghi preesistenti, all’interno dei quali i giovani possano incontrarsi. Spazi preesistenti come gli oratori o le scuole. Nello specifico per gli oratori è stato previsto uno stanziamento di 500mila euro, per ciascuno anno del triennio 2025-2027, per sostenere progetti per la diffusione dello sport e della solidarietà.

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